Terrore all’Asp di Agrigento: energumeno frattura cranio a dipendente. “Inamissibile. Le richieste non dipendono dalla volontà del sanitario”

Terrore all’Asp di Agrigento: energumeno frattura cranio a dipendente. “Inamissibile. Le richieste non dipendono dalla volontà del sanitario”

AGRIGENTO – Prima una discussione molto accesa, poi le “botte da orbi”. Voleva riconosciuta l’invalidità dall’Asp di Agrigento e, alla fine, ha violentemente aggredito un dipendente dell’azienda, fratturandogli il cranio.

È quanto è accaduto martedì scorso, per la precisione nella stanza dove era riunita la commissione che si occupa delle pratiche d’invalidità civile: “un energumeno”, così lo hanno definito i presenti, ha fratturato il cranio di un funzionario. Parliamo dell’ennesimo caso di prevaricazione in ambito sanitario, in cui a rimetterci è chi lavora. Nello specifico, nell’ultima settimana in Sicilia sono stati 4 i casi registrati ed accertati, in cui la disperazione per una condizione sicuramente difficile ed esasperante da parte del malato, si fonde con la violenza.


“Si tratta di un’escalation terribile di questi episodi di violenza che vanno condannati con grande fermezza – ha dichiarato il presidente dell’ordine dei Medici di Agrigento, il professore Giovanni Vento -. È un problema da allarme rosso, che coinvolge guardie mediche, ambulatori e i pronto soccorso dove, spesso e volentieri, a rimetterci sono lavoratrici donne – aggiunge -. La soddisfazione delle richieste da parte di un malato o un parente di un malato, assolutamente comprensibili,  in molti casi non dipende dalla volontà di chi lavora e quindi si crea una bruttissima situazione a cui è difficile trovare una soluzione”.

Con questa recente aggressione, abbiamo superato le 80 aggressioni negli ultimi 5 anni negli ambienti sanitari siciliani.

“Da parecchio tempo stiamo chiedendo l’intervento delle istituzioni nazionali – spiega il presidente Vento -. Ecco perché anche la Federazione Nazionale Ordine dei Medici, di concerto con i vari ordini regionali, ha valutato di organizzare dei corsi di autodifesa che soprattutto insegnino, a chi ne ha necessità, ad affinare le tecniche per capire le condizioni psicologiche di chi si trova davanti, in modo da evitare a monte il realizzarsi di situazioni spiacevoli”.

L’impiegato ha riportato varie contusioni e una frattura al cranio ed è ricoverato all’ospedale San Giovanni Di Dio. L’aggressore, che si era dileguato, si è poi recato in commissariato ed è stato denunciato.

“Garantire l’incolumità di chi lavora quotidianamente in modo onesto è una delle cose più importanti e urgenti da fare perché la situazione che si è venuta a creare è davvero inaccettabile” – ha concluso il presidente Vento.

Alla luce degli spiacevoli fatti accaduti questa mattina si sono espressi anche il Segretario Regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, Calogero Coniglio e Salvatore Ballacchino, segretario territoriale Fsi-Usae per le province di Agrigento e Caltanissetta.

“Era prevedibile e se non si interviene è ancora più prevedivile un massacro di infermieri, medici, tecnici, oss, ausiliari per tutto il 2018 – tuonano Coniglio e Ballacchino -. Esprimiamo la massima solidarietà al collega. Tale vile atto va ad aggiungersi ad altri episodi di violenza negli ospedali italiani a cui, purtroppo, non segue un provvedimento ministeriale adeguato a fronteggiarli”.