Succede ad Agrigento e provincia: 8 luglio MATTINA

Succede ad Agrigento e provincia: 8 luglio MATTINA

AGRIGENTO – Ecco le operazioni condotte oggi ad Agrigento e provincia dai carabinieri:

  • una donna di 41 anni di origine tunisina, residente nella località di Villaggio Mosè, si è rivolta ai carabinieri della locale Stazione al culmine dell’ennesima lite avuta con il marito. L’uomo un pensionato italiano di 60 anni è stato denunciato dalla donna che ha raccontato delle continue aggressioni fisiche, delle minacce e dei maltrattamenti che era costretta a subire già da qualche mese. Episodi che avvenivano tra le mura domestiche della loro abitazione. I militari dell’Arma dopo aver ricevuto la denuncia si sono messi subito all’opera avviando i primi accertamenti che hanno indotto a collocare temporaneamente la vittima in una struttura protetta. A carico dell’uomo è stata inoltrata un’informativa di reato alla Procura della Repubblica di Agrigento per maltrattamenti in famiglia;

 


  • i carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Palermo, coadiuvati dai militari della Compagnia di Sciacca, sono intervenuti in località agro San Marco di Sciacca per una segnalazione pervenuta alla Sala Operativa Antibracconaggio e reati in danno degli animaliLa segnalazione riguardava un’attività di bracconaggio in atto con l’utilizzo di mezzi di caccia illegali. I carabinieri hanno perlustrato la zona d’interesse individuando effettivamente la presenza di ben 5 trappole disseminate in una vasta area. Trappole costituite da congegni meccanici muniti di lacci in acciaio pronte a scattare ed a catturare gli animali in transito. Verosimilmente le trappole erano destinate alla cattura di istrici, specie protetta di cui non è consentita la caccia in alcun modo. I militari dell’Arma hanno predisposto un servizio di appostamento che ha consentito di individuare il presunto responsabile dell’attività di bracconaggio: un cittadino di origine tunisina di 66 anni, pensionato e residente nella città delle terme. Fortunatamente le trappole non sono entrate in funzione, sono state rimosse e sottoposte a sequestro. L’uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Sciacca.