Lavori in Sicilia? Guadagnerai poco. L’isola agli ultimi posti per le retribuzioni annue

Lavori in Sicilia? Guadagnerai poco. L’isola agli ultimi posti per le retribuzioni annue

PALERMO – Esiste ancora una marcata differenza tra i salari percepiti tra i lavoratori del Nord Italia e del Meridione. Nel Mezzogiorno, in particolar modo in Sicilia, trovare un impiego lavorativo privo di insidie risulta essere ancora molto difficile e riuscire a ottenere uno stipendio soddisfacente rappresenta un vero e proprio miraggio.


Secondo il report Geography Index 2018 realizzato dall’osservatorio JobPricing, gli stipendi dei lavoratori siciliani sono inferiori a quelli del resto d’Italia. In relazione alle 20 regioni italiane, la Sicilia si piazza sedicesima in questa particolare graduatoria.

Nella nostra Regione la retribuzione annua lorda percepita dal lavoratore si attesta su 25.661 euro. La Sicilia si piazza tra Puglia (26.201 euro) e Sardegna (25.589 euro). Un divario importante se si considera che un dipendente lombardo percepisce almeno 7-8mila euro in più. La “RAL” del nostro territorio è inoltre di poco inferiore a quella media dell’area Sud-Isole, che si attesta su 25.961 euro. La classifica non si ferma soltanto alle Regioni, ma va ad analizzare anche la retribuzione di ogni provincia italiana.


Come si può facilmente immaginare, le province siciliane non brillano certo per pagamenti elevati. Tutti e nove i capoluoghi locali si piazzano nella parte bassa, ad eccezione di Palermo che riesce a collocarsi al 55esimo posto con una retribuzione di 27.646 euro. Una leggerissima boccata d’ossigeno per il capoluogo siciliano, che guadagna addirittura quattro posti rispetto la precedente classifica.

Ma mano che si scorrono le posizioni in graduatoria, la forbice dei salari si amplia sempre più. Siracusa 69esima è, per esempio, una delle province che crollano maggiormente nell’ultimo anno con un allarmante -6 in classifica, se si paragona il piazzamento ottenuto lo scorso anno. Quasi 900 euro in meno è invece la retribuzione rispetto Palermo.

Catania, 80esima, è la prima città della Sicilia a rientrare nella cosiddetta “zona rossa”, vale a dire quella peggiore delle tre fasce di merito evidenziate all’interno del report. Lavorare alle pendici dell’Etna equivale a percepire soltanto 26.101 euro lordi. Dopo la città dell’elefante troviamo Caltanissetta ed Enna, stabili da un anno rispettivamente all’81esimo e all’88esimo posto con poco più di 25mila euro.

Si guadagna ancora meno a Trapani, Agrigento e Ragusa. Queste città sono fuori dalla “top 100” dei Comuni italiani e la retribuzione annuale è appena superiore a 24mila euro circa. Fanalino di coda dei centri urbani siciliani e dell’intera classifica di JobPricing è Messina che resta stabile al 107esimo posto con 23.668 mila euro annui.

Foto di repertorio