Dalla lite ai colpi di pistola: arrestato Gaetano Aronica, accusato di tentato omicidio

Dalla lite ai colpi di pistola: arrestato Gaetano Aronica, accusato di tentato omicidio

AGRIGENTO – Nella giornata di oggi, 30 luglio, a Licata, personale della Polizia di Stato unitamente ai militari della locale Compagnia carabinieri, ha eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico a carico di Gaetano Aronica, licatese di 48 anni.

L’attuale provvedimento, richiesto tempestivamente dalla Procura della Repubblica di Agrigento, emesso in data odierna dal G.I.P. del Tribunale di Agrigento, è scaturito dalla immediata attività investigativa, condotta dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza e dalla Compagnia carabinieri di Licata, intervenuti la sera del decorso 28 luglio poiché, come noto, una persona era stata attinta da colpi d’arma da fuoco e si era recata nel locale nosocomio.

Le febbrili attività investigative, coordinate dal P.M. della Procura agrigentina, pienamente condivise dall’autorità giudiziaria che ha ravveduto nella condotta dell’indagato i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati meglio di seguito enucleati, hanno pienamente acclarato i fatti reato e la responsabilità penale dell’odierno arrestato, che peraltro quella stessa sera si era costituito, facendo pure ritrovare l’arma con la quale aveva commesso il delitto, una pistola a tamburo, tipo revolver, calibro 22, con matricola abrasa tramite punzonatura, e diverse cartucce dello stesso calibro.

L’autorità giudiziaria, che ha contestato all’Aronica la commissione dei reati di tentato omicidio, la detenzione illegale di un’arma clandestina e relativo munizionamento nonché la ricettazione della predetta pistola, ha disposto che l’indagato rimanga ristretto in regime degli arresti domiciliari nella sua abitazione, con l’ulteriore disposizione che sia applicato il braccialetto elettronico con divieto di allontanarsi dal luogo di esecuzione della misura domiciliare senza autorizzazione del giudice procedente, vietandogli incontri e comunicazioni, anche per telefono o tramite internet con persone diverse dai familiari conviventi.

Immagine di repertorio