Cani avvelenati e uccisi: la strage degli innocenti non ha fine in Sicilia

Cani avvelenati e uccisi: la strage degli innocenti non ha fine in Sicilia

RAFFADALI – Sarebbero ben cinque i cani randagi trovati morti a Raffadali, in provincia di Agrigento. Pare che i poveri randagi siano stati brutalmente avvelenati con dei bocconi: le loro condizioni di ritrovamento, infatti, sembrerebbero non lasciare spazio a dubbi. La bava bianca alla bocca, schiumosa, indica verosimilmente una strada soltanto.


L’allarme è stato lanciato il pomeriggio del 19 giugno scorso, alle 15 circa, dai volontari dell’associazione animalista “L’Itaca di Argo” che hanno fatto la macabra scoperta.

Su Facebook la reazione degli amanti dei cani non si è fatta attendere. Sono state tantissime le denunce e i messaggi di indignazione postate da semplici cittadini della zona che conoscevano bene il branco in questione e che, da un giorno all’altro, lo hanno trovato decimato. Oltre alle 5 ‘vittime’, infatti, pare che altri esemplari siano scomparsi nel nulla senza lasciare traccia.


Passavo sempre di lì proprio per vederli tutti insieme –  scrive Fabiola su Facebook – erano dolcissimi e innocui… Sarà dura non vederli più tutti insieme, mi piange il cuore… Maledetti bastardi… Che nervi… Speriamo almeno che si venga a sapere chi è stato –conclude – ….deve pagare. Punto”.

Ma la storia, purtroppo, pare essere sempre la stessa: in questi casi, infatti, non solo non si cerca quasi mai il colpevole di questi omicidi, ma anche nel caso in cui si dovesse trovare sicuramente non saranno applicate né la multa né, tanto meno, la prigione (nonostante lo Stato italiano preveda questo tipo di pena per chi uccide un animale). Per non andare troppo lontano, possiamo ricordare brevemente il caso del cane Angelo, torturato 2 anni fa da 4 individui a Sangineto (in provincia di Cosenza, in Calabria), impiccato e lasciato morire mentre i suoi aguzzini, divertiti, postavano il video in diretta su Internet. Un animale mite e innocuo, che non avrebbe cercato di difendersi e che fino all’ultimo avrebbe scodinzolato ai suoi aggressori.

Lo scorso 26 maggio 2017, i ragazzi responsabili erano stati condannati a sedici mesi di carcere, il massimo della pena, considerato che avevano scelto il rito abbreviato. Tuttavia i quattro non trascorreranno mai neppure un giorno in galera. Infatti soltanto 3 giorni dopo, il 29 maggio 2017, il giudice del tribunale di Paola, Alfredo Cosenza, ha deciso di sospendere la pena ai quattro in quanto incensurati.

Immagine di repertorio