CANICATTÌ – Periodo critico nel comune dell’Agrigentino, dove l’emergenza sul fronte dell’approvvigionamento idrico si fa sentire più che mai. A dichiarare lo stato di preallarme, tramite un’apposita ordinanza, è lo stesso sindaco Vincenzo Corbo, che ha disposto l’attivazione del COC, Centro Operativo Comunale, per fronteggiarne la pericolosità.
Approvvigionamento idrico in crisi a Canicattì, il preallarme del sindaco Corbo
Il provvedimento pone le sue basi sul blocco delle autobotti autorizzate e l‘insufficienza dei turni di distribuzione settimanali, i quali non permettono la copertura dei centri abitati e delle attività commerciali. Si parla quindi di una situazione estremamente delicata, che sta già causando diversi disagi igienico-sanitari e danni economici.
Con tale ordinanza si impone dunque, con effetto immediato, il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per usi non essenziali. Tra questi scopi vi sono: l’irrigazione dei campi, il lavaggio dei veicoli e ogni impiego che non rientri nell’uso domestico e per l’igiene personale.
Il comune si attrezzerà così di autobotti autorizzate, con il supporto della protezione civile, così da poter garantire l’acqua ai cittadini. Una risposta arriva anche sul fronte dei c0ntrolli sul territorio, rafforzati dagli agenti di polizia municipale e forze dell’ordine, che mirano a contrastare i fenomeni di prelievi abusivi e il rispetto delle disposizioni.
Fino al superamento dell’emergenza, quindi, l’amministrazione comunale invita i cittadini all’uso responsabile delle risorse idriche.
Le contromisure discusse dal prefetto di Agrigento, risposte già pronte per i prossimi giorni
Si è poi svolta nella giornata di ieri 6 febbraio, su richiesta del sindaco, una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduta dal prefetto di Agrigento. Tra i presenti, oltre il primo cittadino, anche i rappresentati delle forze di polizia, il presidente dell’ATI idrico e i rappresentanti dell’azienda consortile AICA.
L’incontro ha quindi mirato all’individuazione di alcune soluzioni, da poter adottare nel breve periodo, per rispondere alle criticità segnalate dal sindaco. Contromisure che, tramite il collegamento alla rete idrica di un pozzo rinvenuto dalla cabina di regia regionale, potrebbero essere disponibili già dai prossimi giorni.
Si tratta di una risposta concreta, che porterebbe all’erogazione di 15 l/s, a cui si va ad aggiungere anche la richiesta di incremento straordinario di quei volumi che il presidente dell’Ati idrica si è impegnato a veicolare a Siciliacque.
Parallelamente poi, con l’obiettivo di limitare i disagi dell’astensione arbitraria degli autobottisti, si è proposto al Dipartimento Regionale della Protezione Civile l’utilizzo delle autobotti che la stessa struttura ha fornito ai comuni della Sicilia. In tal modo si potrebbe dunque assicurare l’approvvigionamento idrico agli utenti regolari, i quali risultano essere i maggiori penalizzati della vicenda.
La lotta all’abusivismo e all’impiego illecito delle forze di polizia
Tra le azioni discusse vi è anche l’invito, da parte del Consesso al gestore del servizio idrico integrato, ad assicurare il servizio anche a quegli individui che, nonostante privi di collegamento alla rete idrica, abbiano formalizzato la richiesta di collegamento alla stessa, così da poter superare le condizioni di abusivismo.
A chiudere la riunione, infine, le direttive del prefetto Caccamo alle forze di polizia, invitate a portare avanti controlli mirati e specifici all’interno di una cornica di piena legalità e in tutela della salute pubblica e privata.
A tal proposito poi, durante il corso delle procedure del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, le componenti presenti hanno evidenziato con vigore il bisogno che le attività legate all’erogazione del servizio idrico siano improntati con costanza ai principi di legalità



