I 75 anni delle Nazioni Unite: una storia travagliata e una missione, anche per la Sicilia

I 75 anni delle Nazioni Unite: una storia travagliata e una missione, anche per la Sicilia

Nel 2020 si celebrano i 75 anni delle Nazioni Unite: un viaggio iniziato nel 1945 con una missione e tanti propositi e andato avanti ininterrottamente dal secondo Dopoguerra a oggi, tra alti e bassi, minacce e grandi risultati.


Cooperazione: è stata da sempre questa la linea guida che ha portato avanti le iniziative dell’Onu, la parola “magica” in grado di garantire al mondo un futuro di alleanze e pace. Ed è questa la tematica scelta per il 75esimo anniversario dell’Organizzazione.

“Per celebrare il suo 75° anniversario nel 2020, le Nazioni Unite lanceranno la più grande discussione globale sul ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione del futuro che desideriamo”, si legge sul sito ufficiale di Onu Italia.


I 75 anni delle Nazioni Unite: il tema

“Unisciti alla discussione. Sii il cambiamento: è questo lo slogan dell’anniversario del 2020. Un leitmotiv, quello della collaborazione per un futuro migliore, che da sempre guida l’azione delle Nazioni Unite.

Lo slogan di #UN75, in fondo, non vuole far altro che ribadire la missione che nel 1945 portò i fondatori a mettere in piedi un progetto che sembrava impossibile e che ora, a 75 anni di distanza, ha bisogno sempre più non solo dell’aiuto istituzionale internazionale ma anche della linfa vitale del singolo per rimanere in piedi.

Onu: storia e missione

Sintetizzare in poche battute la storia e gli obiettivi dell’Onu sarebbe senza dubbio un’impresa impossibile e ogni definizione risulterebbe riduttiva. Quel che è noto a chiunque è che si tratta di un’organizzazione intergovernativa costituita per “preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale”.

Quel lontano 24 ottobre 1945 si riunirono a San Francisco 51 Stati reduci dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale, pronti a risollevarsi e a fare di tutto affinché disumanità e terrore non dominassero più il mondo. Le Nazioni Unite non nascono con l’idea di governare o imporre un nuovo “Stato di Polizia”, ma di costituire un punto di equilibrio e collaborazione tra Stati sovrani: mirano a essere il luogo del dialogo, dove è possibile ascoltare ogni voce e garantire l’armonizzazione di progetti, idee e visioni internazionali.

Il progetto è partito da appena 51 Stati. Nel tempo quel numero si è moltiplicato, sia per effetto della nascita di nuovi Stati che per l’adesione di nuovi enti alla missione e al sogno della “pace mondiale”. Oggi gli Stati membri sono 193.

Nei 75 anni di storia sono nate anche agenzie specializzate con lo scopo di coordinare le politiche e gli accordi relativi alle tematiche di interesse internazionale, dal lavoro alla cultura, dai rifugiati alla povertà, dalla salute all’agricoltura. A questi si aggiungono programmi condivisi, obiettivi e report per contrastare emergenze mondiali, dalla disuguaglianza al cambiamento climatico.

Nazioni Unite e Sicilia

Negli ultimi decenni si è fatta sentire sempre di più l’esigenza di includere anche entità “piccole”, come le Regioni. Un’esigenza particolarmente forte per territori come, tra gli altri, la Sicilia.

In virtù della sua posizione privilegiata nel cuore del Mediterraneo, che la rende un crocevia di culture e civiltà diverse, ma anche della sua storia travagliata, la Sicilia ha sempre mostrato l’esigenza di interfacciarsi con autorità non-locali.

Quali siano gli argomenti di dibattito che caratterizzano il dialogo tra Nazioni Unite e Sicilia è facile intuirlo: turismo, autonomie locali e protezione ambientale sono tra questi, ma sono soprattutto economia e immigrazione i temi più “caldi” odierni.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, nonostante le difficoltà e la povertà diffusa, la Sicilia è sempre stata terra di turismo e cultura. Culla della civiltà mediterranea, l’isola conta numerosi siti Unesco tra monumenti e meraviglie naturali (lista completa qui), dai frutti dell’arte arabo-normanna a quelli del Barocco, dall’Etna alla Valle dei Templi.

Anche se il viaggio della delegazione Onu in Italia per il progetto #RestartTourism non ha visto protagonista la Sicilia, nessuno può mettere in dubbio le enormi potenzialità della regione per la ripartenza del turismo a livello globale, specialmente dopo la pandemia.

Terra di meraviglie, ma anche di problemi, la Sicilia è stata al centro delle politiche e dei dibattiti Onu anche per il suo ruolo primario nella gestione delle emergenze migratorie. La comprensione del fenomeno risulta impossibile senza un focus sul singolare caso siciliano, l’azione senza il contributo della Sicilia si rivelerebbe impossibile. E chi si occupa di migrazione, di diritti umani e del dovere civico di forme di collaborazione all’interno dell’Onu lo sa bene.

La Sicilia ha giocato un ruolo fondamentale nel contesto internazionale targato Onu anche nella lotta alla criminalità organizzata. Non è un caso, infatti, che proprio a Palermo, terra fortemente provata dalla mafia, nel 2000 le Nazioni Unite abbiano dato vita alla Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale.

Conclusione

Sono ancora tanti i passi da compiere per l’Onu, dalla lotta alla fame al contrasto al cambiamento climatico, dalla parità di genere al diritto di lavoro e d’istruzione, dallo sviluppo sostenibile alla garanzia della pace.

La Convenzione di Palermo, i numerosi siti Unesco, il ruolo nella gestione delle crisi migratorie e delle questioni economiche rendono la Sicilia un interlocutore fondamentale per le Nazioni Unite e un centro fondamentale per promuovere la cooperazione internazionale per cui esse sono nate.

Ed è per questo che la celebrazione dei 75 anni delle Nazioni Unite, con la sua storia travagliata e ricca di sfide, è anche un po’ la celebrazione del ruolo internazionale della Sicilia a favore del cambiamento e di un futuro migliore a livello globale.

Immagine di repertorio da Pixabay