Piano Giovani, la commissione fa melina e non produce nulla

Piano Giovani, la commissione fa melina e non produce nulla

Piano Giovani, la commissione fa melina e non produce nulla

PALERMO – E’ terminata con un nulla di fatto la seconda convocazione della commissione Lavoro all’Ars per fare chiarezza sul Piano Giovani. Nella sala rossa di Palazzo dei Normanni è andato in scena uno spettacolo monco, senza finale. Infatti la commissione non ha trovato l’accordo per la redazione di un documento di indirizzo politico per il governo regionale e tutto sarà rinviato al 12 settembre. Rimangono, dunque, ancora senza risposta gli interrogativi dei migliaia di giovani siciliani disoccupati.


Se nella prima audizione della commissione era stata Anna Rosa Corsello a leggere un durissimo j’accuse nei confronti dell’assessore Nelli Scilabra, stavolta è proprio quest’ultima a tracciare un excursus della vicenda del Piano Giovani e degli affidamenti diretti a Italia Lavoro, Formez e Sviluppo Italia, oltre che a quelli alla Ett.


“La gestione tecnica e finanziaria del Piano giovani spettavano alla dirigente Corsello ha spiegato in commissione l’assessore Scilabrae invece ho assistito a gravissimi ritardi nella spesa dei fondi previsti dal Piano, che avrebbero messo a rischio l’intero finanziamento. Lo stesso dirigente mi disse che il personale dei centri per l’impiego non era in grado di portare avanti le azioni del Piano. Per questo abbiamo deciso di rimodulare il Piano e la governance”.

Il giovane assessore ha ribadito di assumere le responsabilità politiche del Piano, ma non quelle gestionali, delegate alla dirigente della Formazione, Anna Rosa Corsello, la quale secondo la Scilabra avrebbe potuto bloccare gli affidamenti a Italia Lavoro. Proprio la dirigente avrebbe premuto per l’affidamento alle società esterne.

“Sono stata ferita come giovane e come donnaha proseguito scossa la Scilabrae ho riletto con incredulità la relazione della Corsello. Soprattutto nei passaggi in cui ripeteva di essere stata costretta a operare in un determinato modo. Come potrei io, giovane assessore, costringere un dirigente col carattere e l’esperienza di Anna Rosa Corsello? Sugli affidamenti a Ett, mi limito a dire che era apparso evidente subito a tutti come il problema del click day fosse legato alla gestione del portale, da parte di quella società”.

Dopo aver definito la vicenda “una pagina di raro squallore” la Scilabra ha dichiarato che gli incroci del 14 luglio dovrebbero essere salvi, mentre sono a rischio quelli del 5 agosto. Nelle prossime ore, secondo l’assessore, dovrebbe uscire un nuovo cronoprogramma di gestione del Piano e da li si capirà anche la sorte del nuovo bando uscito lo scorso 18 luglio, il quale molto probabilmente verrà revocato.

Alla seduta della commissione ha partecipato il presidente di Italia Lavoro, Paolo Reboani, che ha esordito citando Luigi Einaudi. “Per deliberare bisogna conoscereha spiegatoe spero che nessuno si offenda se dico che molto si è detto senza sapere. Questa è la sconfitta della burocrazia: se la burocrazia avesse affrontato meglio un semplice bug informatico, non si sarebbe creato questo danno ai giovani”.

Il presidente ha proseguito nel suo intervento spiegando che “Italia Lavoro non aveva responsabilità, né diretta né indiretta sulla piattaforma informatica” e che “mai è stato chiesto a Italia Lavoro di mettere a disposizione una piattaforma informatica”.

Durissimi i commenti nelle oltre tre ore di diretta streaming. Il democratico Filippo Panarello, ad esempio, ha detto: “La responsabilità politica emerge oggi con maggiore nettezza a carico del governo e dell’assessore. Questa è una pagina triste per il governo”.

L’apice di tensione si è raggiunto verso la fine quando si è discusso dell’atto di indirizzo politico che la commissione dovrà produrre. Per l’onorevole Nello Musumeci si tratta di un documento che “sembra scritto dalle suore Orsoline, inaccettabile dal punto di vista politico e che assolve il governo”.

Nel momento di deliberazione del documento il presidente della commissione Lavoro Marcello Greco ha sospeso lo streaming della seduta, con la manifesta disapprovazione di Musumeci, e i deputati hanno deliberato a porte chiuse.
In realtà non hanno deliberato nulla perchè non si è trovata una sintesi politica. Tutto rinviato alla prossima settimana.