Missione romana per il Pd Sicilia. Al via il Crocetta ter?

Missione romana per il Pd Sicilia. Al via il Crocetta ter?

Missione romana per il Pd Sicilia. Al via il Crocetta ter?

PALERMOTutte le strade del Pd siciliano portano a Roma. C’è chi attende con ansia, come Angelo Villari e Cataldo Salerno, una chiamata che ratifichi la carica di assessore e chi, come Nelli Scilabra, distilla gocce di speranza sul futuro dopo la bufera del click day. La missione capitolina del segretario regionale Fausto Raciti è servita a portare a Lorenzo Guerini, vice di Matteo Renzi, i nomi per il rimpasto di giunta. Ma, come accadeva nella vecchia “balena bianca”, la discussione all’interno del Pd siciliano è molto animata e i vertici romani hanno una bella gatta da pelare. Non vogliono dilapidare nel “laboratorio Sicilia” il vasto consenso ottenuto nelle recenti europee a causa di beghe interne. Crocetta, a più riprese, ha affermato di non voler proseguire sulla strada del rimpasto e non considera risolutivo un cambio di assessori per l’attuale crisi di governo. E allora quale sarà il futuro? Ci sarà un Crocetta ter? Le probabilità di un rimpasto sono molto alte, a meno che il presidente non intenda forzare la mano e mettersi contro buona parte del Pd. Fausto Raciti, a margine dell’incontro avuto con il vice di Renzi, ha dichiarato: “Ho rappresentato a Guerini, sulla base delle indicazioni dell’ultima direzione regionale, la complessa e delicata situazione politica siciliana e la proposta del Pd per la giunta regionale. E’ stato un incontro utile, mi aspetto adesso dal partito le risposte che servono alla Sicilia, per il rilancio dell’azione politica, amministrativa e di governo”.


davide faraone

Davide Faraone, responsabile welfare Pd

In sala d’attesa rimangono le due anime del Pd isolano: i renziani, su tutti il responsabile welfare dei democratici Davide Faraone e il capogruppo all’Ars Baldo Gucciardi, e i cuperliani, rappresentati dagli etnei Fausto Raciti e Concetta Raia, main sponsor di Angelo Villari per un posto da assessore. Per Faraone si dovrebbe fare piazza pulita di tutte le cariche del Pd all’Ars, comprese le presidenze delle commissioni tutte in mano, saldamente, ai cuperliani con Cracolici, Digiacomo e Marziano. Sul tappeto rimane la questione del Piano Giovani e della posizione di Nelli Scilabra. L’Ars, a breve, dovrebbe discutere le mozioni di censura presentate dal M5S e da Fi e il segretario Raciti ha lanciato messaggi poco teneri nei confronti dell’operato dell’assessore alla Formazione.


valentina zafarana

Valentina Zafarana, capogruppo M5S all’Ars

La nebulosa ed eterodiretta adozione di scelte ora tecniche, ora politiche inerenti la conduzione del Piano Giovaniscrivono i grillini nella mozione di censurada parte dell’assessore ha evidenziato un anomalo contesto che avrebbe favorito il ricorso ad affidamenti fiduciari ed a pratiche di tipo clientelare, condizionando l’azione amministrativa regionale in modo inaccettabile ed incompatibile con il contesto ordinamentale delineato dalla legislazione anticorruzione”. “La conduzione del Piano Giovaniconcludono i pentastellati – ha evidenziato l’inadeguatezza dell’assessore Scilabra nell’esercizio del delicato incarico affidatole, poiché la scelta sia delle modalità organizzative, che di quelle, ancor più gravi, operate sul piano degli affidamenti ha condotto ad un sostanziale fallimento dello stesso”.

Piove sul governo regionale anche il malcontento dei sindacati. Alle dure parole del segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava si sono aggiunte quelle di Michele Pagliaro della Cgil. “Il flop del Piano Giovaniha affermato durante un incontro a Enna – è uno dei tanti di un governo regionale che in tema di sviluppo, lavoro e riforme continua ad avere un bilancio fallimentare. La stagnazione dell’azione di governo non è più accettabile, né lo sono i rimpalli di responsabilità, le improbabili autodifese e i proclami che si traducono in niente”.

Anche l’Anci, l’associazione dei Comuni, va giù duro con Crocetta chiedendo “un intervento urgente che risolva la grave crisi istituzionale che sta attraversando la Regione siciliana”. Inoltre forte allarme da parte dei sindaci isolani è stato espresso “per la complessa situazione finanziaria regionale e la mancata approvazione di riforme strutturali, quali quelle che interessano l’ordinamento degli enti locali e la gestione dei rifiuti e delle acque, con pesanti ripercussioni sul sistema produttivo regionale, sui livelli occupazionali e sulla stessa tenuta democratica delle istituzioni locali”. Il Crocetta ter sarà la medicina giusta per risolvere i tanti problemi della Regione?