Mobilitazione nazionale USB, presidio in Prefettura: "La pazienza è finita. Si lavoro vero, no lavoro nero"

Mobilitazione nazionale USB, presidio in Prefettura: “La pazienza è finita. Si lavoro vero, no lavoro nero”

Mobilitazione nazionale USB, presidio in Prefettura: “La pazienza è finita. Si lavoro vero, no lavoro nero”

PALERMO –La pazienza è finita!“, con questo slogan, oggi, si è svolta la giornata di mobilitazione nazionale indetta dalla Federazione del Sociale USBper imporre – sottolinea Claudia Urzì, responsabile regionale della FDS USB Sicilia – al governo una netta inversione di tendenza a favore di tutte e tutti coloro che con la crisi sanitaria sono sprofondate e sprofondati in una totale crisi economica“.


A Palermo, dietro lo striscione con la scritta “Si lavoro vero, No lavoro nero“, si è tenuto un presidio di protesta davanti alla Prefettura. Una delegazione, composta da Claudia Urzì, Marilena Bongiorno (Comitato Non si svuota il Sud) e Orazio Vasta (ASIA), è stata ricevuta dal vice prefetto Fulvio Alagna.


Claudia Urzì ha esposto la situazione generale del disagio sociale accentuato dalla crisi sanitaria, chiedendo misure economiche certe per tutta la durata dell’attuale crisi: “Niente è stato previsto per tariffe e bollette per i cittadini come invece è stato fatto per le imprese. Nessun provvedimento strutturale a favore di quelle realtà sociali, che a causa della crisi, hanno forti disagi economici“.

Marilena Bongiorno ha esposto la situazione sempre più grave che investe le docenti esiliate dalla legge 107 di Renzi : “Il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito in Legge il 6 giugno 2020, conferma l’ipotesi di slittamento dei termini di chiusura delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria al 20 settembre 2020. I docenti esiliati che da anni facciamo richiesta di assegnazione provvisoria per ricongiungerci ai familiari nelle proprie terre, ci troveremo in enorme difficoltà, perché dovremo comunque prendere servizio il 1 settembre nella scuola di titolarità nell’attesa di sapere se avremo ottenuto o meno l’assegnazione provvisoria e trascorrere giorni e giorni nel limbo dell’incertezza tra sistemazioni provvisorie ed esborsi di risorse economiche per provvedere a vitto, alloggio e viaggi. Si va delineando una situazione paradossale: da un lato, proprio in queste ultime ore, il governo non fa altro che discutere della sicurezza necessaria alla riapertura delle scuole e si susseguono ipotesi e controipotesi elaborate dal team di esperti del MIUR, dall’altro il ritardo nelle operazioni di assegnazione dei docenti sembra non destare alcuna preoccupazione, quando questi docenti (da anni ormai nell’ordine di almeno 30 mila) dovremmo spostarci in lungo e in largo da nord e a sud dello stivale, in barba a qualsiasi principio di sicurezza sanitaria“.

Per questa ragione – aggiunge Claudia Urzì – come USB sosteniamo le rivendicazioni dei comitati e gruppi di docenti esiliati e immobilizzati che in questi giorni stanno a ragione chiedendo un intervento tempestivo da parte dell’amministrazione e delle forze politiche, affinché questo scenario venga evitato, al fine di ridurre il più possibile gli spostamenti di persone in fase di emergenza sanitaria e di attenuare i disagi esistenziali e materiali dei docenti che lavorano a chilometri di distanza dalle proprie province di residenza. Ci sembra doveroso oltre che ragionevole anche perché la soluzione esiste ed è semplice: predisporre la presa di servizio dei docenti in attesa dell’esito dei risultati della mobilità annuale 2020/2021, on line o nelle scuole polo individuate a livello provinciale, come è già accaduto negli ultimi due anni a Bari con provvedimenti dell’USP competente. Riteniamo si debbano garantire le assegnazioni provvisorie in tempo a tutti i docenti emigrati dalle proprie regioni e che l’emergenza in atto più che ritardi burocratici dovrebbe produrre un aumento sostanziale degli organici di fatto dei docenti e degli ATA, per poi trasformarsi in una stabilizzazione in organico di diritto“.

Orazio Vasta è intervenuto sull’emergenza abitativa che durante il lockdown ha raggiunto dimensioni insostenibili : “Il governo non ha fatto nulla per sostenere coloro che, con la perdita del reddito, da mesi non sono in grado di pagare l’affitto. Da un lato sono stati bloccati gli sfratti fino all’1 settembre per le famiglie impossibilitate a pagare l’affitto prima ancora della crisi sanitaria. Dall’altro lato, di fatto, dalla stessa data potranno essere eseguiti gli sfratti, gli sgomberi e i pignoramenti anche per quelle famiglie che hanno accumulato morosità a con l’inizio del lockdown. Per tutto questo, chiediamo, anzi pretendiamo, una moratoria sugli sfratti e sui pignoramenti per tutte le famiglie che hanno accumulato morosità nonostante colpevole“.

Ritornando al presidio, oltre allo striscione, esposti dei cartelli con la foto di Adnan Siddique (il giovane pakistano assassinato a Caltanissetta dal caporalato della campagna) con la scritta “No sfruttamento. No mafia“.