Addio a Lillo Tombolini: direttore di Italia 1, Rete4 e La7. Dalla carriera ai messaggi di cordoglio

Addio a Lillo Tombolini: direttore di Italia 1, Rete4 e La7. Dalla carriera ai messaggi di cordoglio

Addio a Lillo Tombolini: direttore di Italia 1, Rete4 e La7. Dalla carriera ai messaggi di cordoglio

PALERMO – Si è spento ieri, all’età di 79 anni, nella sua casa a Roma, Lillo Tombolini: primo direttore di Italia 1, era stato a capo anche di Rete4 e La7. Lascia la sua “storica” compagna, Daniela.


Un dolore incolmabile per chi lo conosceva, per coloro che hanno avuto l’onore di lavorare con lui e che, inevitabilmente, gli hanno voluto bene. In molti lo definivano, infatti, “un signore”: Lillo ha fatto la storia della televisione privata in Italia ma non ha mai proferito parola per vantarsene.


La vita e la carriera

Era nato a Palermo il 5 febbraio 1941 e la sua brillante carriera inizia da quando diventa responsabile del palinsesto di Antenna Nord (fine anni ’70), contribuendo al successo della tv lombarda. Dopo, il 4 gennaio 1982 tutte le 22 emittenti danno vita ad un unico canale, Italia 1, e a guidarlo è proprio lui.

Tra l’altro, poi, passa alla guida di Rete 4 dove lancia format di successo, poi diventa responsabile di Odeon Tv e dirige Telemontecarlo e Telemontecarlo 2. Tantissimi sono i successi ottenuti con Tmc.

Nel 2001 poi Telemontecarlo diventa La7 e vediamo tra i protagonisti ancora Tombolini e nel dicembre 2007 diventa il direttore della rete (dal 2010 lo sarà anche di La7d).

“Un professionista, un amico, una perdita per tutti”

Su Facebook, piogge di commenti e post per ricordarlo. Spicca, tra questi, quello di Enrico Mentana che scrive: “Se ne è andato in questa stagione plumbea, in punta di piedi, come nel suo stile di sempre. Lillo Tombolini era il direttore di La7 quando ci sono arrivato dieci anni fa. Quando una persona muore, il riflesso condizionato di chi ne scrive è di ritrarla in modo edificante, ‘un signore’, ‘una persona per bene’. Lillo lo era davvero, e si distingueva un po’ da tutti noi, nel Barnum della tv. Perché la televisione privata l’aveva passata in lungo e in largo, da protagonista: ma senza mai fare il fenomeno, senza mai sovrapporsi a programmi e conduttori, e senza mai per questo apparire un comprimario”.

Poi aggiunge: “Un professionista, un amico, una perdita per tutti. E se molti stanno pensando ‘non sapevo chi fosse’, sappiano che questa era la sua forza, esercitare un ruolo decisivo senza passerelle ma anche essendo immune dalla tentazione opposta, quella degli intriganti dietro le quinte. Ciao Lillo, e grazie ancora“.

Fonte immagine Ansa.it