Marco Onorati Una vita da numero 1

Marco Onorati <br>Una vita da numero 1

Marco Onorati
Una vita da numero 1

CATANIA – Una vita tra i pali. Da giocatore prima, da allenatore adesso. Marco Onorati i guantoni al chiodo non li ha mai appesi.


Troppo forte il richiamo del suo mondo. I tifosi del Catania, quelli con la memoria lunga, lo ricordano nel gruppo che approdò trionfalmente in serie A nella stagione 82/83 dopo lo storico spareggio con la Cremonese.


Marco aveva appena diciotto anni e arrivava a Catania dalle giovanili della Roma.

L’anno prima mi vide Di Marzio al torneo di Viareggio, dove ero stato eletto miglior portiere, e mi portò in rossozzurro. Che esperienza, che anni indimenticabili”.

Da allora Catania non è più uscita dalla sua vita. Trentadue anni alle pendici dell’Etna dove ha trovato l’amore e messo su famiglia. “Ormai sono più catanese che romano – tiene a dire – anche se le radici non si dimenticano”. Anche quella con il Catania è stata una lunga storia d’amore. Con la casacca rossazzurra ha trascorso in totale 7 anni da giocatore e 8 da allenatore dei portieri.

In mezzo 2 campionati di B e 6 di serie A, l’ultimo al fianco di Montella.

Gli anni del Catania da allenatore certo sono stati quelli affettivamente e professionalmente più importanti con Marino, Zenga e Mihajlović. Poi il passaggio al Genoa e infine il ritorno a casa. Adesso ha deciso di mettere la sua lunga esperienza a disposizione dei giovani e di chi voglia migliorare e crescere in un ruolo chiave per ogni squadra di calcio.

E’ un’idea che ho sempre avuto – spiega – a 25 anni, in piena attività, già pensavo che quando avrei smesso avrei fatto il preparatore dei portieri. Sarà merito dei preziosi insegnamenti ricevuti da Roberto Negrisolo nelle giovanili della Roma dove è iniziata la mia carriera e dove ho fatto tutta la trafila”.

Oggi diremmo: merito della vecchia  scuola italiana di una volta, quella in grado di formare portieri di talento. I migliori del mondo, fino a qualche tempo fa. Un ruolo troppo importante e delicato meritava un’attenzione diversa. Finalmente la Federazione ha stabilito, infatti, un riconoscimento ufficiale per questa categoria di allenatori che in passato si è affidata alla passione di tecnici volenterosi ma non qualificati.

Dopo l’attestato di preparatore dei portieri, conseguito a Coverciano, Marco ha creato una sorta di accademia con la Katane soccer di San Giovanni la Punta. Lì da ottobre allenerà gli aspiranti numeri 1 a partire dai 10 anni di età. “Lavoro molto sulla tecnica di base che nessuno cura – chiarisce – purtroppo in Sicilia non c’è la mentalità di perfezionamento dell’atleta. Con questa scelta spero di dare il mio contributo al miglioramento della tecnica dei portieri”. La struttura è aperta a tutti e funziona così: possono accedere anche i tesserati di altre società e i giocatori svincolati. Onorati si dedicherà a loro nelle giornate di martedì e giovedì pomeriggio formando gruppi di 4 atleti che vogliono affidarsi agli insegnamenti di un professionista.

Che caratteristiche deve avere un buon portiere? “Deve tenere la posizione in porta, sapere dirigere la difesa e avere coraggio. Parare i rigori è una dote che si può migliorare”. Chi sono al momento i migliori portieri italiani? “Per me Perin, Consigli, Mirante e Sirigu“.