Sicurezza nelle scuole, Principe: "Migliaia di persone necessitano di un ambiente solido e protetto"

Sicurezza nelle scuole, Principe: “Migliaia di persone necessitano di un ambiente solido e protetto”

Sicurezza nelle scuole, Principe: “Migliaia di persone necessitano di un ambiente solido e protetto”

CATANIA – Sono state oltre 77mila le denunce di infortunio di allievi nelle scuole pubbliche statali che sono state presentate all’Inail lo scorso anno. Un numero che comprende eventi dal più lieve al più grave, ma che deve dare la misura di quanto sia fondamentale e necessario risolvere il problema della sicurezza nelle scuole.


Un argomento al quale proprio oggi, 22 novembre, è stata dedicata una giornata di sensibilizzazione.


Tanti ragazzi trascorrono molte ore e giorni della loro vita a scuola, sono migliaia le persone che hanno la necessità di avere un ambiente sicuro e protetto, ma anche decoroso, con mobili e strutture adeguati”. Sono le parole della professoressa Franca Principe, Dirigente scolastico e presidente di “Modifica 81“, associazione nata nel 2018 che “propone approcci innovativi allo sviluppo della cultura della sicurezza a 360 gradi nelle scuole“.

Come spiega la dirigente, “i ragazzi nelle scuole secondarie seguono già corsi di formazione sulla sicurezza perché obbligati ad avere questa certificazione per accedere ai laboratori e all’alternanza scuola-lavoro. Nonostante questi momenti di istruzione, in realtà si fa ancora molto poco. L’allievo deve essere educato a proteggere se stesso, deve sapere come reagire in caso di pericolo. È per questo che ‘Modifica 81’ si pone l’obiettivo, attraverso gli S.o.S. Sicurezza Day, di organizzare giornate dedicate interamente alla riflessione sul tema della sicurezza, con l’aiuto di volontari, docenti, psicologi e ingegneri“.

Intervenire sulla tutela negli istituti scolastici vuol dire in prima battuta analizzare gli edifici che ospitano le attività educative e su questo punto, come evidenzia la professoressa Principe, “esiste un dislivello territoriale tra Nord e Sud, poiché le scuole con maggiori problematiche si trovano nel Meridione“.

Spiega la preside: “Quando si organizza il servizio di prevenzione e protezione nella scuola, il dirigente individua docenti e personale da formare per potersi occupare dei servizi di emergenza. Viene, inoltre, nominato un responsabile, interno o esterno alla scuola, che ha l’obbligo di redigere il documento di valutazione dei rischi eseguendo un censimento delle necessità dell’istituto. Il dirigente controfirma il documento e, poiché lo Stato lo considera un datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo 81 del 2008, generalmente in caso di incidenti il preside viene individuato quale responsabile apicale dell’incidente che è accaduto“.

Il decreto in questione, “è una norma quadro, riguarda tutte le amministrazioni pubbliche e private e ha la finalità della tutela dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Per alcuni comparti come il Ministero della Giustizia, quello dei Trasporti e per le scuole, prevedeva a 24 mesi l’emanazione dei decreti attuativi, vale a dire la possibilità di declinare in fatti concreti e responsabilità precise e definite gli obblighi di legge. Dopo 10 anni, però, non c’è mai stata la decretazione attuativa. Nello stesso tempo il MIUR non ha emanato circolari applicative, anche su base temporanea, e gli istituti si sono ritrovati con una norma generale che ha determinato modi diversi di organizzare il servizio di prevenzione e protezione sul territorio“.

I dirigenti – sottolinea la professoressa – dovrebbero occuparsi della gestione dell’organizzazione della sicurezza. Quando il preside inizia il suo servizio, la scuola dovrebbe essere fornita completamente a norma, funzionante perfettamente in tutte le sue parti e dotata di una serie di certificati (agibilità, staticità, antincendio), documenti che devono essere forniti dagli enti proprietari delle strutture: Comuni, Città Metropolitane e Province. La scuola non è quindi proprietaria dell’edificio e il dirigente deve organizzare un servizio in un immobile su cui non può determinare nessun tipo di modifica, né può realizzare lavori, anche perché non esiste un capitolo di spesa adeguato nel bilancio dell’istituto per realizzare modifiche e miglioramenti”. In sostanza, chiosa la dirigente, “non ci sono i mezzi e gli strumenti per essere realmente dei datori di lavoro. Siamo dei dirigenti dello Stato, ma, l’esercizio della facoltà datoriale non è realmente possibile per noi“.

Difficoltà di intervento che riguardano anche gli enti proprietari che dovrebbero “migliorare continuamente le strutture“, perché “non hanno a loro volta gli strumenti economici adeguati“. Motivo per il quale, specifica la dirigente, “si rimandano continuamente gli interventi e i lavori, e piano piano il patrimonio edilizio scolastico d’Italia è andato peggiorando sempre di più: alcune scuole sono nuove, a norma, costruite secondo i sistemi antisismici; moltissime altre, la maggioranza, non sono adeguate. È necessario che il governo si renda conto che l’emergenza di intervenire sul sistema sicurezza scuole non è dettata solo dal bisogno dei dirigenti scolastici di veder chiarita la loro situazione di garanzia giuridica, ma anche dal bisogno di fornire scuole adeguate per tutti“.

Fonte foto: modifica81.it