Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe al "Guglielmo Marconi": "La verità non può essere infoibata" - FOTO

Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe al “Guglielmo Marconi”: “La verità non può essere infoibata” – FOTO

Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe al “Guglielmo Marconi”: “La verità non può essere infoibata” – FOTO

RAGALNA – I massacri delle foibe e l’esodo dalmata-giuliano sono una pagina di Storia che per molti anni l’Italia ha voluto dimenticare: istituito con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Giorno del Ricordo si celebra in tutta Italia il 10 febbraio, e punta a “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale“.


Ricordiamo che migliaia di civili (uomini, donne e bambini), assassinati su ordine del dittatore comunista Tito, furono gettati vivi in cavità naturali solo perché italiani. Inoltre, centinaia di migliaia di nostri connazionali della Venezia Giulia, della Dalmazia e dell’Istria dovettero fuggire e abbandonare case, averi, terreni.


La foiba più dolorosamente celebre fu quella di Basovizza. Inizialmente pozzo di giacimenti minerari, diventò poi bara per migliaia di italiani prelevati dalle proprie abitazioni durante i quaranta giorni di assedio a Trieste. Per quaranta giorni furono torturate e uccise più di diecimila persone, molte delle quali gettate ancora vive nelle voragini naturali disseminate sull’altopiano del Carso, chiamate appunto foibe. E poi da Basovizza alla Fossa di Vines, dal campo di concentramento di Borovnica al suono del gong della Foiba di Tarnova: una tragedia che a 75 anni dal suo compimento riecheggia ancora intensa in questi luoghi.

Al fine di tramandare e rafforzare nei giovani la consapevolezza della tragedia accaduta, alla ricerca di un modo per fare i conti con la Storia, riflettere su antiche ferite e, soprattutto, non dimenticare uno dei capitoli più duri e trascurati della storia italiana del Novecento, i docenti dell’Istituto Comprensivo “Guglielmo Marconi” si sono prodigati per un’adeguata campagna di sensibilizzazione. 

Dialogando con gli alunni nell’intimità delle aule scolastiche si è sottolineata l’importanza di fare memoria affinché massacri del genere non si possano verificare mai più. “E’ per questo che oggi siamo qui: per ricordare, per riannodare il filo di una memoria spezzata, ma soprattutto per conservarla e trasmetterla alle nuove generazioni” dichiara il Dirigente dell’Istituto, Professoressa Maria Santa Russo.

Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo“, dice il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Negazionismo deprecabile, il problema è l’indifferenza, il disinteresse, la noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”.

Nella sala ” Bianca di Navarra, oggi, 10 febbraio, si è tenuta una commemorazione speciale a cura dell’Ins. Santa Rapisarda, che sostiene: “Nella mia carriera ho sempre fortemente voluto che gli alunni fossero chiamati a riflettere su quanto di atroce sia stato commesso contro la popolazione italiana ad opera dei partigiani jugoslavi comandati dal maresciallo Tito. Gli alunni della classe 5A Primaria hanno ripercorso la storia e raccolto testimonianze, letto i nomi degli sfortunati, proiettato cortometraggi, recitato e letto pagine significative di questo triste evento. La memoria deve essere coltivata per non cancellare le tracce delle sofferenze ingiustamente subite dall’uomo durante il corso della storia”. 

Alle ore 12 è stato osservato un minuto di silenzio in tutti i plessi al fine di ricordare le vittime e riflettere sui valori fondanti promossi dalla nostra Costituzione.