Macroregione mediterranea per la crescita del Sud

Macroregione mediterranea per la crescita del Sud

Una Macroregione, secondo il modello già sperimentato dall’Europa nel Baltico, è lo strumento per mettere in campo le grandi potenzialità sottoutilizzate del Mezzogiorno d’Italia.


È questa la conclusione e la sostanziale intesa alla quale sono pervenute le regioni meridionali italiane, in un confronto all’apertura della seconda “Festa del Centro Democratico”, il piccolo ma vivace partito fondato da Bruno Tabacci per orientare al centro le scelte della maggioranza, in corso da ieri a Matera.


E’ stato il primo tema posto in discussione da Angelo Sanza, portavoce di CD, dopo il confronto politico di apertura fra Tabacci e Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD.

Ne hanno parlato Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, Marcello Pittella, presidente della Basilicata, Michele Emiliano, segretario del PD pugliese, ex sindaco di Bari e candidato favorito alle prossime elezioni regionali, Francesco Attaguile, ex sindaco di Catania e coordinatore Mezzogiorno del Centro Democratico, e Francesco Morandi, assessore della Regione Sardegna per il Centro Democratico.

Il riposizionamento del Sud nelle politiche italiane ed europee è stato offerto come strumento strategico per intercettare lo sviluppo, che si realizza ormai nei sud del mondo ed impedire che il declino dell’Italia e dell’Europa, isolate, divenga irreversibile.

Per rendere efficace questa strategia occorre rapidamente completare l’adeguamento infrastrutturale dei territori meridionali italiani, per renderli idonei e proiettarli a svolgere il  ruolo di raccordo e di piattaforma logistica nel nuovo interscambio globale.

Si è concluso di rendere stabile il collegamento fra i territori meridionali interessati e le forze politiche che li rappresentano, mediante un prossimo incontro che si svolgerà a Maratea ad iniziativa del presidente della Basilicata Marcello Pittella, per la creazione di una Macroregione del Mediterraneo intorno al sud dell’Italia, con la quale predisporre non solo una “cabina di regia” per il coordinamento delle azioni comuni, ma anche uno strumento giuridico di diritto pubblico come il GECT, gruppo europeo di cooperazione territoriale, istituito dall’UE proprio per favorire il processo di internazionalizzazione dei territori frontalieri ed incrementare i progetti di cooperazione transnazionale.

Una delle prime iniziative comuni sarà quella di mettere questi strumenti concreti a disposizione della nuova  politica estera europea, ora diretta dall’italiana Mogherini, per orientarla finalmente verso il il Mediterraneo, con piena consapevolezza del ruolo centrale dell’Italia valorizzando il proprio Mezzogiorno.

Francesco Attaguile, concludendo la discussione, ha rimarcato come il Centro Democratico, che ha eletto quasi tutti i suoi deputati nelle circoscrizioni del sud, vuole essere un partito “a trazione meridionale”, “di stimolo critico e di proposta all’interno della maggioranza sui problemi delle aree sottoutilizzate, nell’interesse del Paese e dell’Europa, annunciando anche una revisione critica della governance regionale e locale, a partire dalle regioni meridionali, per avere le carte in regola e la credibilità necessaria a svolgere questi ruoli delegati di grande responsabilità nella nuova politica italiana ed europea”.