Allarme: in un anno 37mila posti di lavoro in meno

Allarme: in un anno 37mila posti di lavoro in meno

Allarme: in un anno 37mila posti di lavoro in meno

SICILIA –  Sono stime catastrofiche quelle dell’Istat in Sicilia. In un anno sono andati in fumo trentasettemila posti di lavoro.


E’ una crisi nerissima quella che sta aggredendo l’isola. I giovani cervelli scappano e gli adulti rimangono ma subiscono gli effetti nefasti della situazione italiana e magari a quarant’anni si trovano licenziati in tronco dall’oggi al domani: devono reinventarsi ma non sanno da dove cominciare.


E’ la fotografia desolante di una terra che sotto il profilo dell’occupazione va a rotoli. “Le previsioni fatte dallo Svimez sostenevano che nel 2014 e 2015 avremmo perso ventisettemila posti di lavoro ma dall’indagine Istat emerge che ne sono andati in fumo ben trentasettemila in un solo anno”. Ad affermarlo è Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia.

Ma perché ci siamo ridotti cosi? Perché la politica non fa nulla, ma solo aria fritta…. troppa: promesse di rilancio dell’occupazione a destra e a manca che non danno però segnali incisivi, click day che non funzionano e speranze che svaniscono nel nulla.

Se non ci sono progetti di sviluppo qui in Sicilia sostanzialmente manca la linfa” rilancia Pagliaro. “Peraltro non c’è nulla che possa far pensare a un’inversione di tendenza”.

La Cgil chiede azioni immediate che garantiscano anche le tutele sociali. I disoccupati sono passati da 368mila a 378mila.

Ma parliamo veramente di tutele sociali? Cosa sono? Parole sconosciute ai giovani che ancor prima delle tutele non sanno neanche che cosa sia un posto di lavoro e uno stipendio mensile.

E’ veramente drammatico il dato della disoccupazione nella fascia compresa tra 15 e 24 anni che tocca soglie del 53,8%: ventinovemila posti in meno nel settore dei servizi, ottomila in meno in quello dell’agricoltura e 4 mila in meno nel manifatturiero.

Unica inversione di tendenza nell’ edilizia con 4 mila occupati in più.

Ma ormai si sa… siamo nel regno dei contratti di lavoro gratuiti.