Rapina choc a Catania, lo afferra per la gola e gli punta una pistola alla testa: in carcere ladro violento

Rapina choc a Catania, lo afferra per la gola e gli punta una pistola alla testa: in carcere ladro violento

Rapina choc a Catania, lo afferra per la gola e gli punta una pistola alla testa: in carcere ladro violento

CATANIA – Nella mattinata del 6 ottobre, personale della Squadra Mobile di Catania, Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso”, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’autorità giudiziaria etnea, a carico di Santo Sciuto, ritenuto responsabile di una cruenta rapina a mano armata perpetrata ai danni di un dipendente di un’autorimessa.


Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania e seguita dai Falchi della Squadra Mobile, avviata a seguito della rapina consumata lo scorso 10 agosto nella ditta “Autoparking” che gestisce i parcheggi all’interno del centro cittadino etneo.


L’attività investigativa, supportata da un’attenta analisi delle immagini di videosorveglianza e le testimonianze rese dai dipendenti della ditta, ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, fornendo un consolidato quadro probatorio alla competente autorità giudiziaria.

Dalla visione delle immagini si nota come l’arrestato si è introdotto all’interno del parcheggio custodito armato di pistola e ha “sequestrato” il dipendente, afferrandolo per la gola e puntandogli l’arma alla testa. Successivamente il criminale ha costretto la vittima a prelevare i contanti presenti nel registratore di cassa e a consegnare il proprio portafogli.

L’uomo non ha, inoltre, esitato con inaudita violenza a colpire il malcapitato dipendente più volte sia con il calcio della pistola che a mani nude al fine di vanificare qualsiasi tentativo di fuga. Nel corso dell’attività è stata sequestrata l’arma utilizzata per compiere il reato e gli indumenti indossati dal responsabile durante l’evento criminoso.

L’arrestato è stato quindi condotto in carcere in attesa di determinazioni dell’autorità giudiziaria.

Immagine di repertorio