"Non c'è una pandemia", ASP di Catania VS negazionisti. Coronavirus, oltre la questione sanitaria c'è l'opinione pubblica

“Non c’è una pandemia”, ASP di Catania VS negazionisti. Coronavirus, oltre la questione sanitaria c’è l’opinione pubblica

“Non c’è una pandemia”, ASP di Catania VS negazionisti. Coronavirus, oltre la questione sanitaria c’è l’opinione pubblica

CATANIA – Oltre che una questione sanitaria, entrando in tutte le case del mondo e infiltrandosi nella vita quotidiana di numerosissimi individui, il Coronavirus è inevitabilmente diventato anche un vero e proprio fatto sociale, attirando a sé pareri da ogni persona, in ogni momento della giornata e in ogni parte del mondo. Non rientrando più unicamente nel suo ambito d’origine – quello igienico sanitario – il Covid è stato associato a svariati contesti, da quello politico a quello economico.


È proprio all’interno di una società che inizia a dire la propria opinione (e che ha avuto tempo e modo di coltivarla) che sono nati movimenti contrari al virus, alla sua pericolosità, alla definizione di pandemia globale. Sono diverse le sfaccettature che può assumere il pensiero in questione e alcune di queste, come già visto durante la famosa manifestazione aperta degli ultimi giorni, toccano livelli quasi estremi.


Per parlare della propria idea di Coronavirus è intervenuto ai microfoni di Newsicilia.it Giovanni Caporaso Gottlieb, un Avvocato che ha fondato uno specifico gruppo social dedito allo scambio di opinioni e pensieri riguardo alla situazione di emergenza sanitaria attuale. All’interno del gruppo vige una principale regola: i partecipanti sono negazionisti che non negano l’esistenza del virus, bensì la sua evoluzione in pandemia globale.

Su esempio delle scorse manifestazioni avvenute in Italia e portate avanti dai negazionisti, sorgono di certo spontanee domande e dubbi che hanno come protagonisti i tamponi, le mascherine, i vaccini e simili.

“I  tamponi servono come referenza, purtroppo non sono affidabili e il rischio è di un falso positivo. In caso di falso positivo la persona viene isolata e trattata come se fosse ammalata o messa in osservazione e sempre in isolamento. Ricordiamoci che già siamo oggetto di un distanziamento sociale forzato e l’uomo è un animale sociale. Penso che debbano essere usati con attenzione, inizia l’Avvocato.

Che il Covid sia agguerrito e pericoloso è stato accertato e condiviso da molti, ma ancora per alcuni sarebbero diverse le teorie sulla sua nascita, come quelle sulla triste morte delle sue vittime: “Probabilmente parliamo di un altro esperimento fallito o forse la natura che si difende dall’animale che sta distruggendo il medio ambiente. In ogni caso, c’è e bisogna difendersi ma non farsi sopraffare. Perché il virus più agguerrito di quelli a cui siamo abituati, ma anche l’ebola lo è e non hanno bloccato il mondo perché a morire erano gli africani. Inoltre tutte le statistiche confermano che i morti, in totale, sono lo stesso numero o meno degli anni senza Coronavirus”.

Sul caso è intervenuto anche il Direttore Generale dell’ASP di Catania e provincia Antonino Rapisarda: “Non bisogna arrivare alla paranoia, sappiamo e capiamo che molta gente è stata male a causa della quarantena e dei dispositivi di protezione, ma questo non ci autorizza a non stare attenti. Chi conosce un minimo di medicina sa che il virus si diffonde attraverso lo scambi di microparticelle salivari, quindi è importante, ad esempio, l’uso della mascherina”.

Proprio sull’uso del dispositivo di protezione individuale il rappresentante del piccolo gruppo di negazionisti ha avuto da ridire, anche se il pensiero in questione è distante dal parere medico sopra riportato: “Io sono fumatore, asmatico e claustrofobico! Non la sopporto. Penso che serva a poco e se serve è solo in certe condizioni. Il virus è un agente microscopico e la mascherina è come mettere delle feritoie di 1 metro per un metro in un carcere. Ripeto, ognuno deve poter prendere le sue misure di sicurezza e sono disposto ad accettarle se devo entrare in un supermercato ma solo se non devo fare la fila con persone possibilmente infette”.

Secondo il pensiero “d’opposizione” non c’è spazio per complotti, antenne, 5G o questioni politiche, ma una cosa è certa: questa non sarebbe una pandemia.

Interviene nuovamente il Dott. Rapisarda: “Il virus è una pandemia, non segue le regole di altri virus che abbiamo incontrato nel corso della storia. Per esempio il Coronavirus è in grado di sopravvivere fuori da un essere umano anche diversi giorni, quindi è automaticamente un virus più pericoloso degli altri. Anche l’immunità che produce il virus è particolare, ci sono ancora difficoltà nella creazione definitiva di un vaccino proprio per questo motivo. Dire che il virus del Covid è come l’influenza è un’eresia scientifica.

Proprio i vaccini sono sempre stati un argomento delicato in Italia, tanto che i manifestanti del pensiero no vax rappresentano una corposa percentuale della popolazione nazionale. Molti di loro fanno anche parte della grande lotta alle cure dedicate al Covid, vaccino compreso: “Non è sicuro, non ha seguito tutti i protocolli stabiliti per la commercializzazione di un vaccino, quindi non può e non deve essere obbligatorio in questa fase. Ognuno deve essere libero di prendere la decisione che vuole. Io non voglio che me lo somministrino”, aggiunge Giovanni Caporaso Gottlieb.

Si parla tanto di dittatura sanitaria tra le file negazioniste, come se qualcosa di superiore comandi i cittadini da tutto il mondo, costringendoli a vivere in un’atmosfera di quasi paura, ma in cosa consiste?

Si combatte nelle piazze come ogni dittatura – spiega -. Consiste in uno stato che restringe le libertà personali con base a leggi di emergenza sanitaria dettate da medici che brancolano nel buio e non sanno di che si tratta. E come non sanno cosa fare, consigliano misure estreme. Io penso che ognuno di noi debba informarsi e prendere le proprie misure di precauzione e difesa. I governanti si approfittano della dittatura sanitaria e prendono misure assurde“.

“Io ad esempio – conclude – mi informo tramite giornali, studi scientifici, interviste a vari virologi. Bisogna tener conto che se ne prendiamo 10 nessuno sarà d’accordo, in tutto, con un altro. Purtroppo in quest’era di disinformazione è difficile mantenersi informati. Ma sicuramente ripudio i messaggi terroristici di ‘stai a casa’. Tutti dobbiamo morire e non è accettabile non uscire da casa perché mi potrebbero investire, né proibire alla persone di guidare perché potrebbero investire un pedone”.

Il Coronavirus è ormai un fatto sociale, è l’argomento preferito della quotidianità e al contempo il più odiato, quello di cui quasi alcuni si sono pure stancati, mentre altri si sentono ancora attratti dall’irrefrenabile bisogno di commentare, indagare, condividere.

“Se il Covid continua a diffondersi lo dobbiamo soprattutto all’incapacità dell’essere umano che non sa arginarlo: parte della responsabilità è nostra”, conclude Rapisarda, sottolineando l’importanza dell’informazione, dell’attenzione ai dettagli, del distanziamento sociale e del rispetto verso chi quotidianamente mette a rischio la propria vita combattendo in prima fila (e non solo) contro un virus che da solo è riuscito a mettere in ginocchio l’intero mondo.

Fonte immagine avvenire.it