Librino, controlli straordinari tra denunce e multe salate: trovati anche madre e figlio costretti a vivere tra topi e blatte

Librino, controlli straordinari tra denunce e multe salate: trovati anche madre e figlio costretti a vivere tra topi e blatte

Librino, controlli straordinari tra denunce e multe salate: trovati anche madre e figlio costretti a vivere tra topi e blatte

CATANIA – In relazione ai gravi reati commessi nella zona di Librino e nel prosieguo delle perduranti operazioni di vigilanza che la Polizia di Stato sta effettuando nell’aerea della periferia ovest della città, a riaffermazione della presenza dello Stato in quei territori e a garanzia di legalità per tutti quei cittadini onesti, che sono la maggior parte e che vi abitano, nella giornata di ieri, agenti del commissariato Librino hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio nel quartiere.


Si tratta della 5^ operazione straordinaria voluta dal questore Mario Della Cioppa, con l’obiettivo di intervenire sulle forme di illegalità diffuse nel quartiere ma, anche, allo scopo di far emergere le eventuali violazioni in materia di armi e/o di stupefacenti.


A passare sotto la lente degli oltre 30 poliziotti ancora una volta viale Grimaldi, per il quale sono scesi in campo, in sinergia tra loro, componenti del X Reparto Mobile di Catania, del Reparto Prevenzione Crimine S.O., della Polizia Scientifica, dei Cinofili dell’UPGSP, del Nucleo Artificieri e dello stesso commissariato Librino, il cui dirigente ha guidato le operazioni, validamente coordinate sul campo dal funzionario della sala operativa che si è pure avvalso dell’ausilio delle Volanti.

Qui sono state immediatamente notate alcune installazioni di videosorveglianza insolitamente volte a controllare la via e gli accessi pubblici; nel corso di alcune perquisizioni domiciliari, effettuate a carico di pregiudicati, i poliziotti sono risaliti ai terminali video delle telecamere: uno di essi era installato all’interno dell’abitazione di un pregiudicato sottoposto agli arresti domiciliari il quale, probabilmente, utilizzava i monitor per eludere i controlli di polizia. Inoltre, l’arrestato domiciliare – che aveva occupato illegalmente la casa in cui abitava – si era anche impossessato di due garage di proprietà del Comune di Catania.

Gli agenti hanno, poi, ispezionato, insieme a personale dell’Enel appositamente chiamato, i vani dei contatori di energia elettrica presenti negli spazi condominiali esterni: qui sono stati rilevati numerosi allacci abusivi e situazioni di obiettivo pericolo. Diversi, infatti, i cavi tranciati e lasciati esposti seppur alimentati, numerosi i contatori manomessi o bypassati. I tecnici hanno disalimentato i contatori taroccati e i punti di prelievo abusivi, poi hanno identificato e denunciato: F.C. di 31 anni, R.F. di 68 anni, V.A. di 33 anni, P.G. di 70 anni, T.M.C. di 48 anni, G.A. di 30 anni, tutti per il reato di furto aggravato di energia elettrica.

A essi si aggiungono S.A. di 47 anni, L.V.A.S. di 67 anni, Z.D.C. di 38 anni, V.L. di 30 anni indagati in stato di libertà per il reato di invasione di edifici pubblici, nello specifico di immobili del Comune di Catania; F.G.C. di 54 anni, è stato indagato in stato di libertà per entrambi i reati di furto aggravato di energia elettrica e di occupazione abusiva dell’immobile in cui abita.

Tra tanti abusi e illegalità, un caso umano per il quale gli uomini della Polizia di Stato si sono immediatamente mobilitati: all’interno di un garage del Comune di Catania, in precarie condizioni igienico sanitarie, tra l’altro con assenza di idonea areazione naturale, esposto ai gas di scarico delle autovetture in transito e con l’evidente presenza di topi e di blatte, sono stati identificati una donna anziana e il figlio maggiorenne i quali, non avendo alternative, erano costretti a vivere in quelle condizioni. I poliziotti si sono attivati, richiedendo l’intervento degli Enti istituzionali competenti, al fine di garantire loro un futuro migliore.

Le operazioni di polizia hanno, poi, consentito di sanzionare i titolari di 8 autovetture parcheggiate sulla pubblica via, sprovviste di copertura assicurativa; i veicoli sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, rimossi col carroattrezzi e affidati in custodia giudiziale. Il tutto per un ammontare di circa 14mila euro in sanzioni amministrative.

Durante i controlli di polizia, è stata sequestrata una bicicletta di valore, il cui numero di telaio era stato abraso; il mezzo di sospetta provenienza furtiva era occultato in uno spazio condominiale; sono in corso accertamenti volti ad identificare il proprietario del ciclo.

Una stranezza è emersa durante le attività: il titolare di un’officina, che aveva occupato illegalmente la via pubblica in via permanente a tal punto da renderla poco fruibile agli utenti, non aveva trovato di meglio che assicurare con catene e lucchetti i veicoli che aveva sparso dappertutto lungo la strada. Inoltre un’auto è stata sequestrata penalmente in quanto provento di un’appropriazione indebita commessa dal cliente che l’aveva affidata all’artigiano.

Inoltre, sono stati indagati in stato di libertà, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, F.M. di 47 anni e A.F.G. di 27 anni, entrambi pluripregiudicati: all’arrivo della Polizia di Stato e al fine di non far eseguire il controllo presso l’abitazione in cui permanevano, si sono barricati in casa (peraltro di proprietà del Comune di Catania) dove, è stato anche accertato il furto di energia elettrica.

Infine, C.S. di 54 anni, è stato indagato in stato di libertà ai sensi dell’ art. 38 TULPS, in relazione art. 58 del Regolamento di esecuzione per omessa denuncia di un’arma e per detenzione abusiva di munizioni: nella circostanza, si è proceduto anche al sequestro penale di una carabina, di una rivoltella, di una pistola e di 33 cartucce.