Guerra di mafia sanguinaria, Luciano Cavallaro esce allo scoperto: Paolo Arena "tradì" e fu ucciso

Guerra di mafia sanguinaria, Luciano Cavallaro esce allo scoperto: Paolo Arena “tradì” e fu ucciso

Guerra di mafia sanguinaria, Luciano Cavallaro esce allo scoperto: Paolo Arena “tradì” e fu ucciso

CATANIA – Una guerra persa, la necessità di andar via dal territorio di appartenenza e il ritorno a Misterbianco e Motta Sant’Anastasia (Catania) dopo molti anni. L’operazione Gisella condotta dai carabinieri ha consentito di ricostruire le gerarchie e le vicende che hanno caratterizzato il sodalizio criminale dei Tuppi.


A smascherare l’intera “macchina” è stato il collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro, con dettagli a volte inquietanti e che hanno consentito di far luce e ricostruire anche alcuni omicidi, come quello del politico della Democrazia Cristiana Paolo Arena, ucciso il 28 settembre del 1991.


Il suo assassinio è ancorato a un piccolo filo di rasoio legato a rapporti politici e infiltrazioni mafiose nel comune di Misterbianco negli anni Novanta. Arena, infatti, era consigliere comunale e rappresentava il perfetto collante tra Cosa Nostra e amministrazione per l’aggiudicazione degli appalti. Una posizione che per tanti anni è stata favorevole al sodalizio dei Tuppi, affiliati al clan Mazzei, e in contrapposizione a quello del Malpassotu, legati alla famiglia Santapaola.

Un rapporto, quello tra Arena e i Tuppi, incrinatosi e spentosi lentamente dopo l’omicidio di Mario Nicotra, massimo esponente dei Tuppi. Nicotra, soprannominato proprio “U tuppo” per via della sua acconciatura, venne ucciso dai rivali il 16 maggio del 1989. Persa l’egemonia sul territorio, il gruppo criminale fu costretto a emigrare in Toscana.

Da quel momento nacque una vera e propria guerra di mafia, dove nessuno veniva risparmiato: alleati, sodali, favoreggiatori. Tra questi, compare anche la figura di Paolo Arena. Dopo aver spalleggiato per anni i Tuppi, in seguito all’omicidio di Nicotra, Arena allacciò rapporti affaristici con Giuseppe Pulvirenti e il clan del Malpassotu, autore dell’assassinio di Nicotra.

Un “tradimento” inaccettabile, oltre che una grave perdita di potere per i Tuppi, che decisero di punire la scelta di Arena. A dare l’ordine il fratello di Mario, Gaetano Nicotra.