Fondo di integrazione salariale "scambiato" per indennità di malattia: Uilcom diffida Covisian

Fondo di integrazione salariale “scambiato” per indennità di malattia: Uilcom diffida Covisian

Fondo di integrazione salariale “scambiato” per indennità di malattia: Uilcom diffida Covisian

CATANIA – Nessuna impresa giochi con gli ammortizzatori sociali, specialmente in tempo di emergenza Coronavirus. La retroattività del Fondo di integrazione salariale non può essere utilizzata per coprire periodi di malattia. Abbiamo già diffidato quelle aziende di call-center, come Covisian, che hanno comunicato di volere applicare questa strana interpretazione delle norme. Se necessario, procederemo in sede giudiziaria per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”, lo afferma il segretario generale della Uilcom Catania, Gaetano Cristaldi, dopo la nota di Covisian che annuncia come “nel cedolino del mese di marzo applicheremo la sovrascrittura di tutti gli eventi di malattia iniziati dal giorno 9 marzo con la causale Fondo Fis Covid 19”.


La società specializzata in esternalizzazioni, che ha una delle proprie sedi nella zona della Playa e circa 200 dipendenti occupati, ha dichiarato di volere utilizzare la “sovrascrittura” benché l’Inpsnon ha ancora fornito risposta” a un quesito sulla legittimità di questa pratica già adottata da altre aziende nel settore.


Il segretario Uilcom, Gaetano Cristaldi, commenta: “Esprimiamo la contrarietà rispetto a una disposizione aziendale ingiusta, dettata solo ed esclusivamente dal principio di fare cassa a discapito dei lavoratori. Leggiamo che Covisian, sperando di porsi al riparo da contestazioni e proteste, dichiara di volere limitatamente ed eccezionalmente riconoscere per il solo cedolino di marzo una integrazione giornaliera del 10 per cento su ogni giorno di Fondo salariale sovrapposto all’evento di malattia“.

Noi non condividiamo per nulla questa iniziativa – conclude Cristaldi – e abbiamo diffidato l’Azienda. In attesa che l’Inps intervenga, intanto, mettiamo a disposizione il nostro ufficio legale a salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori che dovessero subire le conseguenze di questa discutibilissima decisione”.