Trasporti, la Sicilia non perderà più il treno?

Trasporti, la Sicilia non perderà più il treno?

Trasporti, la Sicilia non perderà più il treno?

PALERMO – Si dice che il treno passa solo una volta. Se lo si perde non si può più tornare indietro. Di convogli ferroviari la Sicilia ne ha persi tantissimi, adesso sembra che i nuovi progetti presentanti dalla Rete ferroviaria italiana e dalla Regione possano andare nella direzione di rimodernare il servizio isolano, che conta su pochi treni, obsoleti, insicuri esoggetti a incidenti già alla prima pioggia.


Sul percorso che, nel progetto presentato dai vertici della Regione e di Ferrovie, dovrebbe collegare Palermo e Catania ci sono varie ipotesi sul tappeto. C’è una prima opzione che non prevederebbe il passaggio nella nuova stazione di Enna, una seconda che invece lo prevedere e poi ce n’è una terza che contempera anche il passaggio a Caltanissetta.


A breve ci sarà una scelta per un’opera dal valore di circa 5 miliardi. In questo senso sono arrivate, durissime, le critiche del Comitato pendolari siciliano che in una nota ha dichiarato: “L’unica priorità infrastrutturale in Sicilia è diventata la Catania-Palermo. Come se il solo raddoppio della Catania-Palermo risolverebbe tutti le “sfortune” infrastrutturali della Sicilia”.

La linea ferroviaria Catania-Palermo – secondo il Comitato – era sinonimo di “tempi biblici per i lunghi tempi di percorrenza, noi siamo convinti che l’enorme investimento fatto sulla Catania-Palermo non servirà a migliorare le condizioni di trasporto delle altre città”.

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Giosuè Malaponti, coordinatore del Comitato pendolari

Il Comitato, rappresentato da Giosuè Malaponti, ha fatto da contraltare riguardo le drammatiche carenze che vi sono ancora in Sicilia in termini di strada ferrata.

“Si fa fintaprosegue la notadi non sapere delle reali condizioni della rete ferroviaria siciliana. Infatti, nelle varie dichiarazioni non ci sembra di aver letto della Alcamo-Trapani via Milo chiusa da un anno e mezzo; non abbiamo letto della Caltagirone-Gela chiusa da oltre tre anni dal crollo del ponte; non abbiamo letto dei collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Catania e di Trapani; non abbiamo letto della messa in esercizio a regime della Metro-ferrovia Giampilieri-Messina; non abbiamo letto della Metro-ferrovia di Ragusa progettata e mai fatta finanziare; non abbiamo letto della velocizzazione della Catania-Siracusa iscritta in quasi tutti i contratti di programma con date e cifre; non abbiamo notizie dei 1970 milioni di euro previsti per il raddoppio della Fiumefreddo-Giampileri”.

Per il Comitato le ingenti cifre dello Sblocca Italia potevano servire per ammodernare, in generale, l’intera rete ferroviaria siciliana. “Lo Sblocca Italia conclude Malaponti – visto che la Catania-Palermo era stata già inserita e finanziata nel CIS, doveva essere lo strumento per distribuire ai territori siciliani più penalizzati quella boccata di ossigeno infrastrutturale a breve termine per incentivare e sviluppare il tessuto economico, sociale e turistico di quei territori”.

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Contratto Cis per la Catania – Palermo

Sul piano dei collegamenti tra Licata e Comiso, come spiega il presidente Rfi Lo Bosco a La Sicilia, occorrerà attendere i fondi Pon ma entro un anno la tratta potrebbe divenire realtà. Si tratta di un treno di vitale importanza vista la presenza dell’aeroporto Pio La Torre a Comiso. I tempi di percorrenza, secondo il presidente, dovrebbero essere di circa 50 minuti.
Mentre per la Catania – Palermo i tempi di realizzazione sono, ancora, indefiniti.

Dopo il taglio dei voli e il blocco della rete autostradale solo il treno rimane l’unica speranza per i tanti pendolari e turisti dell’isola.

Foto Flickr Andrea Nissolino cc license