Polizia penitenziaria in stato di agitazione in Sicilia: sit-in davanti a tutte le carceri della regione

Polizia penitenziaria in stato di agitazione in Sicilia: sit-in davanti a tutte le carceri della regione

Polizia penitenziaria in stato di agitazione in Sicilia: sit-in davanti a tutte le carceri della regione

PALERMO – Le organizzazioni sindacali SiNAPPe e C.N.P.P. del Corpo di Polizia Penitenziaria manifesteranno pubblicamente in data 23 giugno 2020, con sit-in dalle ore 16,30 alle 18,30, stazionando contemporaneamente davanti tutti gli istituti penitenziari della Sicilia per esprimere solidarietà ai colleghi della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Le sigle sindacali intendono, in questo modo, condannare “‘l’attentato’ ai danni del personale di polizia penitenziaria, perpetrato nella mattinata del 11 giugno 2020, con la spettacolarizzazione della notifica dei provvedimenti giudiziari all’esterno del piazzale dell’istituto“.


Spiegano i sindacati: “Per chiedere il rispetto dello Stato per gli uomini e le donne in divisa della polizia penitenziaria che hanno saputo riportare l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari, durante le rivolte ben organizzate di – Salerno, Milano , Modena, Palermo, Siracusa, eccetera -. Per denunciare le gravi difficoltà in cui versa tutto il personale di polizia penitenziaria in servizio negli istituti della Sicilia. Per denunciare le aggressioni perpetrati ai danni degli uomini e donne del personale di polizia penitenziaria nella regione negli istituti di Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, ‘Pagliarelli’ a Palermo, l’istituto ‘Calogero Di Bona’ a Palermo, Siracusa, San Cataldo e tanti altri attentati ai danni dei beni del personale. Il personale di polizia penitenziaria lavora giornalmente sotto i minimi di sicurezza, non più tollerabile sul piano della gestione della ‘sicurezza’ e ‘dell’organizzazione del lavoro’“.

Scendiamo in piazza – dicono Di Prima (SiNAPPe) e Del Grosso (CNPP) – contro una politica penitenziaria fallimentare e per esternare tutto il nostro legittimo dissenso, perché oramai la situazione ha superato ogni limite di sopportazione ed è fuori dal controllo dello Stato e per il diritto alla sicurezza nei posti di lavoro, il diritto al recupero psicofisico contro lo stato di abbandono in cui versa il personale di polizia penitenziaria della Sicilia“.