Otto ore al pronto soccorso, sfiorata la tragedia a Canicattì. Lo sgomento dei familiari

Otto ore al pronto soccorso, sfiorata la tragedia a Canicattì. Lo sgomento dei familiari

Otto ore al pronto soccorso, sfiorata la tragedia a Canicattì. Lo sgomento dei familiari

CANICATTI’ – Tragedia sfiorata, per una donna di 90 anni, che ha rischiato di perdere la vita a causa di otto lunghe ore di attesa al pronto soccorso di Canicattì


A riportare la denuncia dei familiari dell’anziana è “SiciliaReporter”: il “calvario” inizia lunedì scorso quando – a causa di un malore improvviso – l’anziana è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Barone Lombardo. All’arrivo nel nosocomio, alla 90enne, sarebbe stato assegnato il codice bianco. Dunque, per i medici, non si trattava di qualcosa di preoccupante. 


Da quel momento sono trascorse ben otto ore e, nonostante le diverse sollecitazioni dei familiari, nessun medico si è preoccupato – prima di quel lungo lasso di tempo – di visitare l’anziana. 

È piena notte quando alla donna viene effettuata una Tac e, successivamente, una visita al cuore. I familiari – vittime anche loro del forte caldo – decidono di recarsi a casa per far ritorno al nosocomio intorno alle ore otto. L’anziana, come consigliato dal personale medico del pronto soccorso, viene riaccompagnata nel reparto di cardiologia dove viene sottoposta ad elettrocardiogramma. Lì viene fuori il dramma: la 90enne viene subito ricoverata nel reparto di terapia intensiva dove le viene impiantato un pace maker a causa di gravi scompensi cardiaci

Lo specialista avrebbe dichiarato che la donna stava rischiando di morire “per le anomalie di battito presenti. Qualche ora in più e sarebbe potuto succedere l’irreparabile”. 

”Come è possibile lasciare su una sedia, tra l’altro scomoda, una donna di 90 anni che rischiava la vita da un momento all’altro? – hanno dichiarato a “SiciliaReporter” i familiari-. Abbiamo voluto raccontare questa vicenda perché altri pazienti non abbiano a vivere questa stessa odissea e per ricordare a chi forma il personale che fare il medico deve essere una missione e che l’umanità dovrebbe essere scontata non una qualità sempre più rara”.