Lampedusa al collasso, migranti in arrivo a Porto Empedocle: sindaco Carmina prova a bloccare trasferimento

Lampedusa al collasso, migranti in arrivo a Porto Empedocle: sindaco Carmina prova a bloccare trasferimento

Lampedusa al collasso, migranti in arrivo a Porto Empedocle: sindaco Carmina prova a bloccare trasferimento

PORTO EMPEDOCLE – Nella giornata di ieri la provincia di Agrigento, e in particolar modo l’isola di Lampedusa, è stata interessata da un ingente numero di sbarchi di migranti. Una situazione che, nel caso dell’isola, avrebbe portato nuovamente Lampedusa al collasso con 26 sbarchi in 24 ore e oltre 1.200 profughi ammassati all’interno dell’hotspot. Anche a Torre Salsa, riserva naturale di Siculiana (Agrigento), è avvenuto uno sbarco. Si tratta di un approdo “fantasma”, con circa 30 migranti che, una volta scesi dal barchino, si sarebbero diretti a piedi nella Strada Statale.


La situazione ormai fuori controllo di Lampedusa, inoltre, avrebbe portato a trasferire una parte di profughi altrove. In particolare, Porto Empedocle sarebbe stata interessata da un’altra raffica di sbarchi. Dopo i 760 migranti arrivati con la nave Rhapsody, nella notte sono giunte altre 150 persone, le quali sono approdate con la nave di linea Sansovino. Si tratterebbe di sbarcati trasferiti dall’hotspot di Lampedusa, in modo da alleggerirne il peso.


Per accogliere gli ultimi 150 sarebbe stato necessario riaprire la tensostruttura chiusa il mese scorso, in quanto dichiarata inagibile. La scelta di riaprire la struttura avrebbe scatenato la rabbia del sindaco Ida Carmina.

Il primo cittadino avrebbe provato a bloccare le operazioni di trasferimento, ma invano. La questura ha deciso di fare stabilire temporaneamente i migranti in quella struttura. Ma la sindaca non ci sta e ha dichiarato di voler sentire il ministro dell’Interno, in modo tale da ricevere spiegazioni in merito alla riapertura della struttura che, secondo le sue dichiarazioni, doveva rimanere chiusa per sempre a seguito delle promesse a lei fatte.

Fonte immagine: Facebook – Nello Musumeci