Migrante violento nel Catanese. Dalla violenza ai carabinieri all’ingresso abusivo nei fondi: espulso l’incubo degli agricoltori

Migrante violento nel Catanese. Dalla violenza ai carabinieri all’ingresso abusivo nei fondi: espulso l’incubo degli agricoltori

CALTAGIRONE – A seguito di un attenzione particolare fornita dalla istituzioni al Calatino, in particolare, attraverso più Comitati di Ordine e Sicurezza Pubblica in Prefettura, che si è occupato più volte di monitorare lo stato della sicurezza di quel circondario, nelle prime ore della mattinata odierna, su disposizione del questore di Catania, Mario Della Cioppa, il personale della Polizia di Stato del commissariato di Caltagirone, diretto da Vincenzo Saitta, in collaborazione con i carabinieri della Stazione di Mineo, nel Catanese, ha rintracciato, nei pressi dell’ormai chiuso Cara di Mineo, il cittadino della Guinea Kadjaliou Diallo, di 22 anni, il quale stava mettendo in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica nell’area territoriale di Mineo, dimostrandosi estremamente pericoloso.

Il 22enne, successivamente alla richiesta di asilo, ha commesso una serie di reati gravi, fra i quali anche quelli di resistenza e di violenza e minaccia a pubblico ufficialeinterruzione di pubblico servizio, lesioni personali, violenza privata, danneggiamento, rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, porto di armi o oggetti atti a offendere, minaccia e ingresso abusivo nel fondo altrui.

Lo straniero, che in precedenza aveva anche fornito diverse generalità, aveva ricevuto il diniego alla protezione internazionale dalla Commissione Territoriale provinciale contro il quale aveva fatto ricorso con udienza fissata in Tribunale per il 10 ottobre 2020.

Quest’ultimo atto avrebbe consentito a Diallo di permanere sul Territorio Nazionale fino allo spirare del termine d’impugnazione in ultima istanza, se la sua propensione a delinquere (che lo ha spinto a fornire diverse volte false generalità, nell’evidente tentativo di sfuggire ai rigori della legge) non lo avesse condotto nelle condizioni tipiche previste dal noto Decreto Sicurezza, in presenza delle quali lo straniero che si renda responsabile di determinati crimini (quali la violenza a Pubblico Ufficiale) può essere allontanato dallo Stato, anche in pendenza di ricorso avverso il diniego in prima istanza, come è nello specifico caso.

Il guineano, in effetti, era divenuto un vero e proprio incubo per gli agricoltori e i proprietari dei fondi agricoli vicini all’area dell’ex Cara: la sua presenza era divenuta via via più minacciosa e le sue scorribande lo avevano portato a essere denunciato più volte per danneggiamento, ingresso abusivo nel fondo altrui e minaccia, oltre che arrestato per violenza a pubblico ufficiale eseguito dai carabinieri di Mineo, tanto da spingere il Prefetto di Catania, Claudio Sammartino, a dedicare alla questione un ulteriore Comitato di Ordine e Sicurezza pubblica teso ad attivare le iniziative previste dalla legge in relazione al sempre crescente profilo di pericolosità sociale dello straniero, anche allo scopo di tranquillizzare la cittadinanza e l’Amministrazione Comunale di Mineo, che avevano rappresentato timori sulla specifica questione.

Il questore Mario Della Cioppa ha, quindi, ritenuto di poter applicare l’art.10 del D. Legge 4/10/2018 n.113 ( che ha modificato il citato Decreto di Sicurezza) che consente l’espulsione dello straniero, con accompagnamento in un centro temporaneo di permanenza, per il successivo rimpatrio nello Stato di appartenenza dei soggetti pericolosi, anche se è in atto il procedimento di richiesta di asilo e della protezione internazionale, quando essi commettono particolari gravi reati.

Ed è proprio il caso di Diallo, il quale, nei mesi di giugno e luglio scorsi, ha commesso il reato di violenza a pubblico ufficiale in danno dei carabinieri di Mineo i quali lo stavano monitorando, intervenendo più volte fino a rappresentare al Prefetto e al Questore gli ultimi episodi che hanno permesso di adottare il provvedimento di espulsione. A seguito di tali interventi, il Questore ha richiesto al Prefetto di Catania il decreto di espulsione.

Infatti, lo stesso Prefetto di Catania, Claudio Sammartino, riconoscendo la fondatezza dei motivi a presupposto dell’emanazione del provvedimento, ha immediatamente aderito alla richiesta del Questore, emanando un decreto di espulsione che sarà eseguito con accompagnamento al Centro per il Rimpatrio di Macomer (Sardegna) nella giornata del 28, dalla questura di Catania con un dispositivo di agenti della Polizia di Stato, in collaborazione con i carabinieri di Mineo i quali hanno prestato supporto alle operazioni di rintraccio e di accompagnamento.

Al momento lo straniero è trattenuto negli uffici della questura in attesa della espulsione coattiva con accompagnamento che avverrà in data 28 agosto 2020.

Immagine di repertorio