Lungomare di Catania chiuso anche il sabato. Protesta di Confcommercio

Lungomare di Catania chiuso anche il sabato. Protesta di Confcommercio

CATANIA – La FIPE Confcommercio esprime grande preoccupazione per l’iniziativa adottata dal Comune di Catania di anticipare al sabato pomeriggio la chiusura al transito delle auto al Lungomare. “Una decisione – afferma Dario Pistorio, presidente provinciale FIPE Confcommercio presa come al solito senza alcuna concertazione e confronto con le esigenze dei commercianti delle vie coinvolte. Perché chiudere il Lungomare di sabato pomeriggio comporta un maggiore disagio per via dei negozi aperti. Un disagio che si rifletterà sul traffico di tutta la zona, sia sul flusso veicolare in entrata in città dal Porto che confluisce verso viale Africa, sia sul traffico che da corso Italia converge verso Piazza Europa. E la zona di Picanello non potrà sostenere il traffico deviato verso nord”.

Stamattina gli operatori dei pubblici esercizi della FIPE si sono riuniti con il presidente Pistorio per fare il punto della situazione e, pur ribadendo che non sono contrari alla chiusura al traffico del Lungomare hanno lamentato ancora una volta la scarsa organizzazione. “Anche nella comunicazione! – incalza il presidente Pistorio – Trovo assurdo che dobbiamo apprendere dalla stampa di certe iniziative. Ci sono due grosse problematiche sotto gli occhi di tutti ma che pare l’Amministrazione non consideri: la prima di tipo strutturale, cioè la pericolosità in cui versano le tre grandi piazze del Lungomare che necessitano di una messa in sicurezza urgente, come chiediamo da tempo; la seconda è il tratto che va da piazza Nettuno a piazza Mancini Battaglia, completamente buio e isolato, che secondo noi potrebbe rimanere aperto alle auto”.

In un’ottica green la FIPE Confcommercio propone la possibilità di dare spazio alle auto e ai mezzi elettrici o almeno ricorrere alla targhe alterne, allo scopo di non scoraggiare la gente a raggiungere il centro e deviare le persone verso i centri commerciali dell’hinterland.