Dallo sbarco negato alla permanenza in mare, la nave Alan Kurdi attende un porto sicuro: “Molti esausti”

Dallo sbarco negato alla permanenza in mare, la nave Alan Kurdi attende un porto sicuro: “Molti esausti”

RAGUSA – È prigioniera del mare e delle restrizioni sul Coronavirus la nave Alan Kurdi della Ong “Sea Eye”, alla quale nelle scorse ore è stato negato un porto sicuro in Italia.

L’imbarcazione, con a bordo 150 persone tra migranti e componenti dell’equipaggio, continua a rimanere in acque internazionali in attesa dell’assegnazione di un porto sicuro per procedere allo sbarco dei meno fortunati.

Sbarco che, con molta probabilità, non avverrà su territorio italiano dopo la decisione del Governo nazionale di vietare gli sbarchi sul territorio.

Nel frattempo il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, si è opposto anch’egli all’arrivo dell’imbarcazione. Per il primo cittadino, infatti, sarebbe prioritario effettuare un tampone per il Coronavirus ai migranti a bordo della nave prima di procedere allo sbarco.

Dalla Alan Kurdi, nel frattempo, parte il grido d’allarme da parte delle persone presenti. In un tweet, Sea Eye, ribadisce che gli ospiti a bordo “hanno bisogno di un porto sicuro. L’Europa non deve dimenticarli“.

Fonte foto: Twitter – Sea Eye