Preoccupazioni e volontà di arrivare pronti al picco. Musumeci: “Dpi diversi da ciò che era scritto. Malumore tra sanitari”

Preoccupazioni e volontà di arrivare pronti al picco. Musumeci: “Dpi diversi da ciò che era scritto. Malumore tra sanitari”

PALERMO – Ottimismo, ma non troppo. Le preoccupazioni per la leggerezza di alcuni siciliani e la volontà di arrivare pronti per il picco. Questa può essere una sintesi di quanto detto dal Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in collegamento con il programma di La7Omnibus“.

Abbiamo adottato fin da subito la linea del rigore, che fino a ora ha pagato – ha dichiarato il governatore dell’isola -. Aspettiamo il picco per la metà di questo mese e sappiamo che deve ancora arrivare“.

Musumeci ha anche parlato degli ultimi dati siciliani: “Abbiamo 1.718 positivi, 72 pazienti in Terapia intensiva, 86 guariti e abbiamo registrato 88 perdite. Dichiarate 4 zone rosse“.



Sono molto preoccupato dell’atteggiamento di relax che hanno assunto alcuni siciliani negli ultimi giorni – ha proseguito il Presidente -. C’è l’errata consapevolezza che il peggio sia passato. C’è chi pensa, dunque, di potersi concedere anche una passeggiata. Chi fa questo è un irresponsabile, poiché mette a rischio la propria vita e quella degli altri. Farò un giro di telefonate ai prefetti dell’isola per fare in modo che vengano intensificati i controlli delle forze dell’ordine. Dobbiamo fare ancora qualche settimana di sacrificio“.

Musumeci ha concluso il suo intervento parlando delle terapie intensive e dell’arrivo, o non arrivo, di Dpi e ventilatori in Sicilia: “È innegabile che ci sia un ritardo, lo riconosce anche Borrelli. Ma non è questo il momento di polemizzare. Si era detto sin dall’inizio che l’unità di crisi nazionale avrebbe provveduto a trasferire in periferia sia i Dpi, ma anche i ventilatori. Noi stiamo preparando i posti in Terapia intensiva, ma ci vogliono i ventilatori, che sul mercato non si trovano. Non è una questione di soldi, ci siamo rivolti a diverse ditte, ma per altrettanti motivi non si è potuto procedere all’acquisto. Ci siamo rivolti a mercati stranieri, ma non anticipo nulla. È arrivato qualche migliaio di Dpi, ma non era ciò che era indicato sulla confezione. Questo ha causato malumore tra gli operatori sanitari. Ci sarà stato qualche errore iniziale, ma quando si è in guerra non è il momento di fare processi“.

Immagine di repertorio