PALERMO – Maurizio Costanzo torna a parlare dell’attentato perpetrato nei suoi confronti da Cosa Nostra il 14 maggio del 1993, quando una Fiat Uno imbottita di tritolo esplose in via Ruggero Fauro, vicino al teatro Parioli. In quell’occasione, per una serie di fortunati eventi, nessuno perse la vita, ma la paura, ovviamente, fu tanta. Costanzo era insieme a Maria De Filippi, ai tempi sua compagna.
Il noto giornalista è intervenuto nel corso del programma radiofonico di Radio 2 “Un giorno da pecora“, ricordando il suo impegno contro la mafia durante quel periodo e dichiarando che ogni giornalista dovrebbe fare ciò che lui fece. Il tutto nonostante abbia pagato il conto.
Costanzo, inoltre, ha detto di aver saputo dai magistrati di Firenze che il superlatitante Matteo Messina Denaro venne al teatro Parioli per organizzare l’attentato all’interno del teatro stesso. Un’alternativa che per fortuna non si realizzò, dato che sarebbe stata una vera e propria strage.
Ricordiamo che all’inizio degli anni 90′, Costanzo era in prima linea impegnato contro Cosa Nostra. Memorabile la “maratona” Rai-Fininvest organizzata contro la mafia assieme a un altro giornalista, Michele Santoro, un mese dopo l’uccisione di Libero Grassi. In quell’occasione, Maurizio Costanzo si rese protagonista di un gesto emblematico: bruciò in diretta una maglietta con su scritto “Mafia made in Italy“.
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