Operazione “Halcon”, narcos messicani attivi tra Colombia, Messico, Spagna e Catania: rete criminale da “record” – NOMI e FOTO

Operazione “Halcon”, narcos messicani attivi tra Colombia, Messico, Spagna e Catania: rete criminale da “record” – NOMI e FOTO

CATANIA – Su delega della Procura Distrettuale, i finanzieri del Comando Provinciale di Catania, con supporto e collaborazione di D.C.S.A. (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) e S.C.I.C.O. (Servizio Centrale Criminalità Organizzata), hanno dato esecuzione, il 23 gennaio scorso, a 2 provvedimenti di fermo e, il 4 febbraio, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (con applicazione di un mandato di arresto europeo, M.A.E.) emessa dal giudice per  le indagini preliminari del Tribunale di Catania nei confronti di ulteriori 5 soggetti.

Complessivamente, 7 sono i destinatari di misure restrittive, 5 dei quali sono componenti di un’associazione finalizzata all’importazione e al traffico di cocaina operante tra Italia, Spagna, Messico e Colombia. Il 4 febbraio, a Barcellona, in Spagna, sono stati rintracciati e incarcerati 2 dei 5 soggetti coinvolti.

Non risultano rintracciati nel territorio comunitario due soggetti di nazionalità messicana e uno di nazionalità guatemalteca destinatari del citato M.A.E. per associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Contestualmente sono stati sequestrati circa 386 chili di cocaina, confezionata in 342 panetti e 6 buste, oggetto di una consegna controllata da Bogotà (Colombia) fino a Catania previa richiesta di rogatoria della Procura Distrettuale di Catania alla Repubblica della Colombia per finalità di acquisizione probatoria ai sensi della Convenzione di Palermo delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale del 2000.

Da quanto riferito dalle autorità colombiane, non si sono registrate in passato esperienze operative analoghe. L’ingente quantitativo di cocaina purissima, prodotto in Colombia nella regione del Cauca, è stato importato in Italia per la rivendita sul territorio europeo dai soggetti ristretti, parte del potentissimo cartello messicano di Sinaloa. Le due persone destinatarie del provvedimento si fermo d’indiziato di delitto, eseguito ad Affi, nei pressi del Lago di Garda, misura convalidata dal gip di Verona, sono:

  • Daniel Esteban Ortega Ubeda, detto Tito, 35enne;
  • Felix Ruben Villagran Lopez, detto Felix, 48enne.

Gli arrestati sono entrambi di nazionalità guatemalteca.

Tito e Felix sono stati chiamati a eseguire sul nostro territorio gli ordini impartiti da una figura di vertice del cartello messicano, Jose Angel Rivera Zazueta, 33enne, noto con l’appellativo di El Flaco. Anche El Flaco è tra i destinatari del M.A.E., ma del messicano, al momento, non ci sono tracce nel territorio dove gli investigatori hanno svolto le indagini, che documentano l’organizzazione, le modalità e lo smistamento della droga.

L’operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania è stata caratterizzata dall’esecuzione di operazioni speciali (quali consegne controllate e differimento di sequestri e arresti), intercettazioni telefoniche e ambientali, che hanno delineato una diffusa operatività dei soggetti arrestati nel territorio nazionale tra Catania, Roma, Milano, Genova e Verona.

Con il prezioso sostegno dell D.C.S.A., i finanzieri del G.I.C.O. di Catania hanno mantenuto, con la Polizia Nazionale Colombiana, un costante collegamento investigativo che ha consentito di ricostruire un’intera catena di fornitura di cocaina: attività gestita dal cartello messicano, prodotta in Colombia e smistata a Catania.

A Bogotà, i narcos messicani, avvalendosi, tra gli altri, dei due soggetti di nazionalità guatemalteca (sottoposti a fermo nel Veronese) e di un ulteriore intermediario, Luis Fernando Morales Hernandez, 33enne, anch’egli del Guatemala, detto El Suegro per il suo legame di parentela con Felix, concentravano in tre distinte fasi il carico di cocaina che doveva essere convogliato a Catania nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, l’autorità giudiziaria colombiana, in diretto contatto con gli uffici catanesi, ha disposto una “consegna controllata” dello stupefacente che, con un volo merci, è arrivato a Catania l’11 gennaio scorso.

Con l’arrivo della cocaina sono sbarcati a Catania anche i narcos Tito Felix, i quali nella città etnea, in costante collegamento con il capo El Flaco, organizzavano l’avvio di consegne prova dello stupefacente. Una prima partita di cocaina, tre chili circa, è stata spedita dai due fino a Verona per poi essere rivenduta.

Con la partenza del carico “prova”, autorizzata da un decreto di ritardato sequestro degli uffici catanesi, i finanzieri di Catania hanno acquisito ulteriori elementi giudiziari sulla paternità dell’ingente partita di cocaina, che sarebbe stata immessa in innumerevoli piazze di spaccio italiane ed europee.

Nel dettaglio, sono arrivati in provincia di Verona un emissario de El Flaco, Salvador Ascencio Chavez, 53enne, detto Chava (anch’egli destinatario del M.A.E.), insieme a due soggetti che rappresentavano organizzazioni criminali acquirenti:

  • Mauro Da Fiume, 56enne, nato a Sanremo, emigrato in Spagna nella fascia costiera di Barcellona, già noto alle forze di polizia per diversi precedenti in materia di droga, in alcuni dei quali è risultato in affari con esponenti di ‘ndrine calabresi, insediate nel nord Italia;
  • Sergio Garcia Riera, 42enne, spagnolo, originario di Barcellona.

Chavez, Da Fiume e Garcia Riera, destinatari del provino di cocaina, proveniente da Catania, hanno incontrato ad Affi Tito Felix, ai quali hanno consegnato 35mila euro in contanti come corrispettivo parziale dello stupefacente. Il denaro, ritrovato dai finanzieri durante gli arresti, è stato sequestrato. Il perfezionamento della transazione, che preludeva all’invio di un quantitativo ben più consistente di cocaina, era favorito dal diretto intervento de El Flaco, il quale incaricava il suo fiduciario Chavez a stringere gli accordi finali con le parti acquirenti.

Il 4 febbraio scorso, a Barcellona, sono stati rintracciati dalla Polizia spagnola e condotti in carcere Da Fiume e Garcia Riera.

Oltre ai 386 chili di cocaina, oggetto di consegna “controllata” e sequestrati all’arrivo in Italia, il sodalizio messicano risultava avere organizzato e definito un’ulteriore spedizione di prova giunta nel porto di Vado Ligure (Savona), l’11 novembre 2019. In particolare, a bordo di un container, carico di frutta, imbarcato su una motonave partita dal porto colombiano di Turbo, i finanzieri hanno trovato 18 panetti di cocaina.

La droga, dal peso di oltre 20 chili, era stata ben nascosta in un vano elettrico del container.