Coronavirus, 26enne siciliano rientra da Wuhan e si mette in “quarantena volontaria”

Coronavirus, 26enne siciliano rientra da Wuhan e si mette in “quarantena volontaria”

ENNA – In “quarantena volontaria” per non correre lo sventurato rischio di diffondere il coronavirus. È la storia di Domenico, studente ennese di 26 anni che ha raccontato la sua esperienza al Fatto quotidiano.

Secondo quanto riferito dal giovane al quotidiano, è rientrato dalla Cina lo scorso 30 gennaio (un giorno prima che in Italia venisse dichiarata l’emergenza sanitaria), proprio da Wuhan, ma passando per Vienna, “evitando” dunque i controlli. Questo perché la nazione austriaca non avrebbe ancora stabilito un protocollo di intervento e i voli con scalo intermedio non sarebbero (almeno per il momento) sottoposti a verifiche particolari come quelli provenienti dal Paese asiatico focolaio del virus.

Domenico dichiara di essere stato lui stesso a chiedere di essere visitato una volta atterrato a Fiumicino e di essere stato portato nel pronto soccorso dell’aeroporto. Il 26enne siciliano ha raccontato che in Cina gli è stata misurata la febbre, cosa che invece non è accaduta nello scalo austriaco.

Lo studente avrebbe poi avvertito i medici italiani di provenire da un quartiere della città cinese vicino a un altro messo in quarantena, e che non aveva fatto alcuna profilassi.

Una volta fatto ritorno a Enna, dove vivono i suoi genitori, dopo 5 mesi di lontananza, Domenico, pur non presentando i sintomi del coronavirus, ha deciso di chiudersi in una stanza e indossa una mascherina quando gli capita di parlare coi parenti.

Immagine di repertorio