Ospedale Garibaldi, ex autisti-soccorritori dormono sul tetto: “Licenziati nonostante il reinserimento”, interviene l’azienda

Ospedale Garibaldi, ex autisti-soccorritori dormono sul tetto: “Licenziati nonostante il reinserimento”, interviene l’azienda

CATANIA – Non ne possono più gli ormai ex autisti-soccorritori della One Emergenza Catania, operanti per conto dell’ospedale Garibaldi-Centro e per questo hanno cominciato un nuovo percorso di protesta.

Già tempo addietro il gruppo aveva manifestato contro il trattamento riservato tra le mura ospedaliere, negativo principalmente perché in 10 si erano trovati a lavorare senza retribuzione.

Un lunghissimo e travagliato cammino li ha portati poi di fronte a un Tribunale – tutti quanti – a spiegare le proprie motivazioni.

“Al momento ci troviamo sopra il tetto per protestarespiega uno degli ex soccorritori – perché a maggio, dopo essere stati licenziati ingiustamente abbiamo fatto ricorso al Tribunale e il giudice ha deliberato il nostro reinserimento in azienda, dandoci ragione”.

Agli ex autisti era quasi sembrata la fine di un brutto incubo, ma così non è stato: “Siamo stati licenziati di nuovo dall’azienda. E questo perché la One Emergenza ha ceduto il ramo d’azienda a un’altra società, che al momento del nostro reinserimento non ci ha riconosciuti.

Complice a detta dei protestanti – l’ospedale Garibaldi-Centro, che pur conoscendo la situazione ha comunque accettato le condizioni stabilite dalla nuova società“.





Dalla scorsa notte gli uomini stanno dormendo sul tetto dell’ospedale all’interno di alcune tende da campeggio, verosimilmente con l’intenzione di non scendere senza prima aver preso un accordo con i vertici della società e dell’azienda.

A intervenire l’ospedale Garibaldi-Centro: “L’azienda non c’entra nulla con questo avvenimento, però la società non sta ottemperando alla sentenza, dunque il direttore convocherà un tavolo consultivo a riguardo”.

Il tavolo di confronto con i legali rappresentanti delle suddette società e il rappresentante sindacale degli stessi lavoratori” avverrà “allo scopo di comprendere più dettagliatamente i motivi della protesta“.

Per il nosocomio etneo risulta “indispensabile e urgente” che le società coinvolte “pongano in essere ogni iniziativa utile alla risoluzione delle criticità“.

Fonte immagine Facebook