CATELVETRANO – Nella giornata di domenica 25 agosto 2019, i carabinieri della Sezione Radiomobile della compagnia di Castelvetrano, hanno arrestato, in flagranza di reato, Nicolò Ciulla, castelvetranese 24enne,per i reati di violenza privata e sequestro di persona.
Nello specifico, Ciulla, ha chiesto alla sua vittima, un giovane castelvetranese di 24 anni, con precedenti di polizia in materia di stupefacenti, di accompagnarlo in ospedale, poiché afflitto da un malore che gli impediva di guidare.
Una volta all’interno dell’autovettura, Ciulla ha rivelato le sue vere intenzioni, aveva finto il malore per ritrovarsi solo con lui, il quale, a suo dire, stava creando non pochi problemi alla sua relazione sentimentale importunando la sua fidanzata, a quel punto, ha estratto e puntato alla testa della vittima una pistola scacciacani marca “Bruni” mod. P4 calibro 8, oltre a una bottiglia in plastica contenente acido, minacciandolo di fargliela pagare. La vittima, tuttavia, non si è lasciata intimorire dalle minacce dell’amico e si è diretto in direzione della compagnia carabinieri di Castelvetrano. Lì giunto, con un movimento repentino, è sceso dalla macchina ed è corso verso i militari in procinto di intraprendere il servizio di pattuglia, che sono intervenuti prontamente bloccando e disarmando il 24enne. Nel corso della successiva perquisizione, Ciulla è stato trovato in possesso, oltre che della pistola scacciacani e della bottiglietta di acido, anche di un caricatore con 8 cartucce calibro 8 a salve, ulteriori 4 cartucce dello stesso calibro, un coltello a serramanico di 16,5 centimetri e un martello.
Successivamente i carabinieri hanno ritirato, a titolo cautelativo, un fucile legalmente detenuto da Nicolò Ciulla con 298 cartucce calibro 12 e 62 cartucce calibro 20, nonché 7 fucili e 10 cartucce a palla unica calibro 12 e 5 cartucce a palla unica calibro 20 legalmente detenute dal padre dello stesso.
L’arrestato, dopo le formalità di rito e su disposizione della competente autorità giudiziaria è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di udienza di convalida, nel corso della quale gli è stata applicata la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa.
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