Sicilia, i vigili del fuoco dichiarano lo stato d’emergenza. Le parole del coordinatore regionale Usb Barbagallo

Sicilia, i vigili del fuoco dichiarano lo stato d’emergenza. Le parole del coordinatore regionale Usb Barbagallo

PALERMO – Il coordinatore regionale Sicilia Usb dei vigili del fuoco, Carmelo Barbagallo, esprime tutta la sua insoddisfazione riguardo alla situazione nella quale il corpo versa ormai da diverso tempo, parlando anche degli ultimi fatti avvenuti in Campania e in Veneto.

“Come colpita da sindrome da stanchezza cronica – afferma Barbagallo –, la politica nazionale e l’amministrazione non riescono o non vogliono mettere il soccorso pubblico in condizioni di lavorare bene. Lunedì primo luglio è stato un giorno difficile per i ‘pompieri’, che tra le fiamme alte oltre 20 metri di Vicenza e la voragine larga 8 e profonda 12 metri a Casoria, nel Napoletano, si sono ritrovati a dover affrontare scenari apocalittici, ulteriormente complicati dalle alte temperature di questi giorni, cose che in Sicilia si potrebbero trasformare in tragedia, viste le distanze e le difficoltà nei collegamenti che esistono. La dirigenza veneta che chiedeva rinforzi dal cielo e la dirigenza partenopea che non riceveva il Georadar da Roma hanno messo allo scoperto le tante lacune del ministero dell’Interno, che riduce gli organici e le dotazioni in nome del risparmio senza mettere in alcun conto la salvaguardia della popolazione, in Sicilia invece, basta guardare il prossimo Modex, per capire che la Sicilia è allo sbando. Ci sono 8 comandi totalmente o quasi sprovvisti di specialisti, attrezzature e dotazioni organiche. Il sisma di dicembre, aveva messo alla luce come a Palermo in ogni reparto hanno doti eccelse, il tutto deriva dal fatto che, sottodimensionare gli altri comandi ha fatto sì che tale comando fosse indispensabile in ogni occasione ed evento, la domanda viene spontanea… un comando come Catania (con l’attesa di aumento di organico e l’apertura di Palagonia), con territori ad alto rischio limitrofi (Messina, Siracusa, Enna, Caltanissetta) come mai negli anni è stato saccheggio (ex comando zero, sezione operativa terremoti per eccellenza) ha dovuto dismettere vari settori come, Sot, Tpss, Sa, Saf, Nbcr… Spariti o ridotti all’osso”.





Non si dimentica lo stato nella quale versano i distaccamenti delle nostre parti che chiudono e come chi lavora non sia mai tutelato.

“Ricordiamo che, quotidianamente chiudono distaccamenti (Paternò, Adrano, dist.sud. Dist. Nord.) – conclude Barbagallo –. Un nucleo sommozzatori sottodimensionato di 14 unità e tra i primi in Italia come operatività, copre mezza Sicilia fino alle coste della Campania… non ci dilunghiamo tropo, il resto è storia nota… parliamo di Messina? Roccalumera è un distaccamento rimasto fantasma, il nucleo portuale sotto organico (esistono due porti, Messina e Milazzo con raffineria annessa, ma in Sicilia, la vita a quanto pare costa molto poco… passiamo per Siracusa? Caserme all’osso con presidi industriali, che sono bombe ad orologeria (vero siamo Siciliani, è ammesso rimanere abbandonati) …per arrivare a Caltanissetta, altro petrolchimico e unico distaccamento Sd5 in Sicilia (cioè 13 unità) con Caltagirone vicina e tutto il resto è noia!!!!! Per chi dovrebbe tutelarci, non per noi!!! Enna, altro comando con condizioni di organico veramente precarie! … Agrigento idem (ha delle caserme in attesa di decreto) ma noi Siciliani, dobbiamo dare… primi come statistiche negli ultimi 5 anni… ma nulla è migliorato (per 8 comandi) uno è l’elite della Sicilia, noi non chiediamo di più, vogliamo essere trattati come vigili del fuoco per finire ma non per ordine di importanza, Trapani, Ragusa e tutte le Isole, arrancano… ed intanto le convenzioni boschive, tardano ad arrivare!!!! Il sospetto ci viene ma …il nostro spirito di abnegazione, ci porta a essere sempre in prima linea… La vita dei pompieri è sempre in gioco? E l’incolumità dei cittadini? Già, i vigili del fuoco sempre in prima fila nelle emergenze delle grandi catastrofi italiane, come stanno? Hanno sufficienti uomini, viaggiano su mezzi sicuri, hanno le giuste tutele sanitarie? In Italia c’è ‘chi scherza col fuoco’ e chi invece, con l’acqua, il fuoco e la terra che balla deve invece affrontarlo quotidianamente con tutte le sue conseguenze, come nella vicenda dell’amianto nel ponte Morandi e Amatrice oltre svariate emergenze dove mai si sono fatti degli screening agli operatori. L’amministratore ci chiede di avere più cura dei nostri mezzi, noi rispondiamo invece, chi tutela la nostra salute!?!!!?”.