CATANIA – La testimone di giustizia eletta alla Camera nelle fila del Movimento 5 Stelle, Piera Aiello, di 51 anni, è indagata per falso in atto pubblico dalla procura di Sciacca (in provincia di Agrigento).
L’indagine che la vede coinvolta sarebbe legata alla sua candidatura: all’ufficio anagrafe del Comune di Partanna (nel Trapanese), dove la donna è nata, il nome Piera Aiello non esiste più, non è quindi certificabile, proprio in virtù della sua condizione di testimone di giustizia.
Secondo i pubblici ministeri la deputata, per candidarsi in Parlamento, con questo nome “congelato”, avrebbe compiuto delle forzature.
Piera Aiello nel 1985 venne costretta a sposare Nicolò Atria, figlio del boss Vito Atria, quest’ultimo ucciso solo nove giorni dopo. La donna è, inoltre, cognata di Rita Atria, la giovane testimone di giustizia che si tolse la vita dopo l’uccisione del giudice Paolo Borsellino.
La donna sarebbe già stata sentita dalla procura e avrebbe dichiarato di poter dimostrare, attraverso dei documenti, che era candidabile.
Fonte foto: Ansa




