CATANIA – Questa mattina a Pordenone, sul ponte di Adamo ed Eva, è stata inaugurata la prima panchina rossa della città, per iniziativa dell’amministrazione comunale – Assessorato alle Pari Opportunità e Commissione Pari Opportunità, rispettivamente rappresentate dall’assessore Guglielmina Cucci e Daniela Quattrone, in qualità di presidente della commissione.
La conferenza, che si è tenuta nell’auditorium Vendramini, ha visto una folta partecipazione di giovani studenti accompagnati dalla presidente dell’Associazione nazionale presidi, professoressa Simonetta Polmonari.
Presenti le catanesi Vera Squatrito, madre di Giordana Di Stefano, 20 anni, uccisa con 48 coltellate dal fidanzato che voleva lasciare, e Giovanna Zizzo, madre della piccola Laura Russo, uccisa a 12 anni dal suo papà per punire la mamma che voleva separarsi da quell’uomo che aveva tradito la sua fiducia.
Presenti anche i genitori di Michela Baldo, di Spilimbergo, uccisa a 29 anni dal suo fidanzato carabiniere dal quale voleva separarsi e che si è suicidato immediatamente dopo. Assenti per forza maggiore i genitori della giovane Nadia Orlando, di 21 anni, soffocata dal suo fidanzato Francesco Mazzega che ha vagato tutta la notte col cadavere in auto per consegnarsi l’indomani alla polizia stradale di Palmanova, relegato ai domiciliari con il braccialetto elettronico.
Presente anche la catanese Ketty Ventura, da 14 anni nel territorio friulano, che è stata ringraziata pubblicamente dagli organizzatori dell’evento per aver contribuito con partecipazione attiva, permettendo l’abbraccio tra le madri del nord con le madri del sud, alle quali un anno fa aveva promesso l’impegno di portare la voce delle loro figlie anche nel suo territorio. Ventura è intervenuta attivamente, prendendo la parola durante la conferenza e rivolgendo un importante messaggio ai giovani. Così come hanno successivamente fatto Giovanna Zizzo e Vera Squatrito.
Importantissime e fulcro della conferenza sono state le parole delle madri che si sono raccontate nel loro dolore più grande rivolgendosi ai giovani e facendo capire loro l’educazione al rispetto, all’amore, e a percepire i campanelli di allarme.
I signori Orlando, che non hanno potuto presenziare, hanno comunque mandato un bellissimo messaggio cartaceo riguardante la loro figlia.
Il momento più emozionante della conferenza è stato la proiezione di un video dove erano raffigurate diverse vittime di femminicidio e le motivazioni della loro morte. Filmato fornito dalle madri siciliane.
Dopo la conferenza, i presenti si sono spostati a piedi sul ponte di Adamo ed Eva, dove è collocata la panchina rossa, sulla quale due studentesse con del colore bianco hanno scritto: “Per la violenza non c’è posto“.





