CATANIA – Oggi si commemora la giornata mondiale per ricordare le vittime dell’amianto. L’asbesto è un materiale tossico e cancerogeno i cui effetti sono mortali per l’essere umano.
L’amianto, consistente in una fibra, agli inizi del secolo scorso venne ampiamente utilizzato in quanto aveva grandi possibilità di impiego. Molto utilizzato nelle coperture e tetti, negli intonaci, nelle vasche di raccolta d’acqua, rivestimento tubazioni e protezione antincendio. Un utilizzo in grandissima scala, fino a quando è stata accertata la sua cancerogenicità, alla fine degli anni ’80.
La prima normativa europea che interdice la vendita e la produzione di clocidolite è la direttiva 83/478, confermata, poi, in Italia con l’ordinanza del Ministero della Sanità 26/6/86 e con il Decreto del Presidente della Repubblica 215 del 1998 che ha ampliato ulteriormente il campo delle restrizioni estendendolo a tutti i tipi di amianto quando sono impiegati in alcune tipologie di prodotti, quali giocattoli, articoli per fumatori, pitture e vernici. La stessa norma vieta l’applicazione a spruzzo e definisce le disposizioni (tuttora vigenti) per l’etichettatura dei prodotti contenenti amianto.
Non esiste un modo sicuro per poter utilizzare l’amianto, né un quantitativo minimo di esposizione sotto il quale non vi sono rischi per la salute. Così il problema maggiore è, adesso, il suo smaltimento e utilizzo indiretto che porta, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), alla morte di 10 persone al giorno in Italia. Anche in Sicilia i dati sono ancora allarmanti, ogni anno, infatti, si contano 600 vittime da esposizione a prodotti a base di amianto.
Le malattie che colpiscono maggiormente chi si espone all’amianto sono: