PALERMO – Le condanne per la strage di via D’Amelio sono “uno dei più gravi errori giudiziari della storia del nostro Paese, essendo stata all’epoca affermata la penale responsabilità di dieci individui per il gravissimo delitto di strage sulla base di un materiale dimostrativo dimostratosi, con il passare del tempo, estremamente fragile e inidoneo”.
È quanto si legge in uno dei passaggi della sentenza resa nota oggi con cui la Cassazione ha valutato la richiesta di revisione di Gaetano Scotto per il processo sulla strage in cui morirono Paolo Borsellino e i 5 agenti agenti della sua scorta che erano con lui in quella domenica pomeriggio del 1992.
Nei confronti di Scotto e di altre nove persone, la Corte d’Appello di Catania aveva già nel 2017 revocato la condanna per concorso in strage sulla base dell’accertata falsità delle dichiarazioni di Vincenzo Scarantino.
Oggi, però, Scotto ha chiesto alla Cassazione di revocare anche la condanna che era stata inflitta alle stesse persone per associazione mafiosa.
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