CATANIA – Vedette per garantire lo spaccio indisturbato e una via divisa in settori ben precisi per la vendita di sostanze stupefacenti. È questo il quadro emerso dalle indagini condotte dalla polizia che hanno portato all’arresto di 24 persone in via Capo Passero, a Catania.
Dalle indagini è emerso che il gruppo di Eugenio Minnella (genero del noto narcotrafficante Marco Battaglia, 50 anni, pregiudicato, in atto detenuto, al quale viene contestata l’aggravante prevista dall’art.416 bis. 1 del codice penale per avere agito al fine di agevolare l’organizzazione mafiosa denominata Cosa Nostra, clan Santapaola – Ercolano, gruppo di Picanello), composto da Andrea Corsaro, Concetto Aiello, Massimiliano Previte e Jonathan Spampianto, gestiva la piazza di spaccio in via Capo Passero al civico 129.
Il gruppo di Alessandro Tomaselli, di cui fanno parte Alessandro vecchio, Angelo Speranza e Francesco Finocchiaro, gestiva la piazza compresa tra i numeri civici 89 – 129.
Infine il gruppo facente capo a Giuseppe Bellia, composto da Emanuel Kevin Ferro, Damiano Sparacino e Carmelo Scalia, gestiva il tratto compreso tra i numeri civici 113-121.
Nell’ambito dell’attività di indagine sono emerse le figure di due donne, soprattutto Vincenza Aiello, che svolgeva il ruolo di detentore di stupefacenti – in occasione dell’arresto del marito, Giuseppe Nizzarri, sono stati trovati 5 chili di marijuana nascosti all’interno dell’armadio della camera da letto della donna – e Luana battaglia – figlia di Marco Battaglia, 50 anni – che aveva mansioni di vedetta.
Dopo le formalità di rito gli arrestati sono stati associati nelle case circondariali di Catania -Bicocca e piazza Lanza.
Alla fase esecutiva hanno partecipato 200 unità della Polizia di Stato, tra cui equipaggi del reparto prevenzione crimine Sicilia Orientale e unità eliportata del reparto volo di Palermo.





