Stupro e spaccio, ferocia e rituali a base di sangue: i “Vikings” erano il terrore degli ospiti del Cara di Mineo – VIDEO

Stupro e spaccio, ferocia e rituali a base di sangue: i “Vikings” erano il terrore degli ospiti del Cara di Mineo – VIDEO

CATANIA – Episodi di violenza connotati da particolare ferocia, sono quelli ricostruiti dagli uomini della squadra mobile di Catania che hanno portato all’arresto di 19 persone considerate appartenenti al gruppo criminale “Supreme Vikings Confraternity, avente base operativa nel Cara di Mineo, in provincia di Catania.

La misura cautelare compendia gli esiti di articolate indagini di tipo tecnico coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e avviate dalla squadra mobile – sezione Criminalità Straniera e Prostituzione nel mese di settembre a seguito della denuncia sporta da un cittadino nigeriano, ospite del Cara di Mineo, per reiterate aggressioni e una rapina subita da connazionali presenti nel centro.

Le indagini avrebbero evidenziato un grave episodio di violenza sessuale di gruppo, perpetrato ai danni di una giovane nigeriana dimorante nel Cara di Mineo. In particolare, a seguito di quanto emerso dai servizi di intercettazione, personale della squadra mobile avrebbe ricostruito la violenza sessuale compiuta da un indagato con la complicità di sodali, verificatasi nel mese di settembre 2018, violenza nel corso della quale gli aggressori, nel cuore della notte, avrebbero fatto irruzione nell’alloggio della vittima e, armati di machete, minacciandola di morte, la violentavano ripetutamente. Gli episodi di violenza avrebbero risposto alla logica criminale di imporre la forza di intimidazione del gruppo dei “Vikings” all’interno del centro, al fine di affermarne la supremazia, specialmente nei confronti dei gruppi cultisti antagonisti.

 

 

 

 

 

L’attività captativa avrebbe documentato, inoltre, che gli affiliati all’organizzazione cultista dei “Vikings” sarebbero stati dediti al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, gestendo un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, in entrata e in uscita dal Cara, facendo diventare il centro di accoglienza un importante snodo per l’approvvigionamento dei pusher nigeriani presenti nelle piazze di spaccio di Catania, Caltagirone e Caltanissetta, provvedendo i sodali a curare il confezionamento, il trasporto e la consegna dello stupefacente.

A riscontro dell’attività tecnica, in data 21 settembre, a seguito di mirato servizio nei pressi della stazione ferroviaria di Catania, personale della squadra mobile – sezione -Criminalità Straniera e Prostituzione- ha arrestato un cittadino nigeriano, ospite nel Cara di Mineo, in quanto ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di marijuana. L’arrestato, bloccato dagli agenti della squadra mobile mentre era in procinto di salire a bordo di un pullman della linea Sais diretto a Caltanissetta è stato sottoposto a perquisizione personale e trovato in possesso di un involucro contenente marijuana per un peso complessivo di 148 grammi.

In data 6 dicembre 2018, personale della squadra mobile ha arrestato altri due nigeriani in quanto ritenuti responsabili, in concorso, del reato di detenzione ai fini di spaccio di marijuana. In particolare, in esito a mirato servizio effettuato a Caltagirone nei pressi di un rifornimento di servizio, personale della squadra mobile ha controllato i due arrestati che sono stati trovati in possesso di un involucro contenente marijuana per un peso complessivo di 54 grammi.

Alla fine del mese di novembre 2018, nell’ambito dell’attività di monitoraggio del Cara di Mineo, personale della squadra mobile ha individuato un cittadino nigeriano il quale ha avviato un percorso di collaborazione con la giustizia, rendendo dichiarazioni alla D.D.A. di Catania che avrebbero confermato le risultanze investigative acquisite nel corso delle indagini tecniche. In particolare, il collaboratore di giustizia nigeriano avrebbe evidenziato il rituale del giuramento denominato “oath“, che prevede che l’aspirante cultista beva il sangue di un Viking – il quale si taglia un dito con un rasoio o con pezzi di ossa, secondo il principio del “blood for blood“.

L’operazione, avviata la mattina del decorso 23 gennaio, si è protratta nei giorni successivi concludendosi la sera del successivo 25, quando a Catania è stato rintracciato e fermato Michael Okore.

Nel corso dell’esecuzione della misura restrittiva, all’interno delle abitazioni di alcuni indagati, sono state trovate e sequestrate armi bianche, in particolare una mannaia e coltellacci, nonché dosi di marijuana e materiale per il confezionamento.

Tre destinatari del decreto di fermo di indiziato di delitto risultano irreperibili e sono attivamente ricercati.

Alla fase esecutiva hanno partecipato personale del servizio centrale operativo e del servizio Polizia Scientifica, che ha fornito supporto tecnico, personale della squadra mobile di Bergamo, equipaggi del reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale, personale dei commissariati di pubblica sicurezza e unità cinofila dell’U.P.G.S.P. della questura di Catania, nonché contingenti di rinforzo del X Reparto Mobile di Catania.

Dopo le formalità di rito, i soggetti fermati sono stati condotti nelle case circondariali di Catania – Bicocca, Siracusa, Messina e Bergamo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

I gip di Caltagirone, Siracusa e Bergamo hanno convalidato il fermo e applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di tutti i fermati. Per quanto concerne le donne, il gip del Tribunale di Caltagirone ha stabilito che tale misura è valida sino all’indicazione da parte delle stesse o dei loro difensori di idoneo domicilio dove eseguire gli arresti domiciliari.