PALERMO – Come ogni anno l’indagine della qualità della vita del Sole 24 Ore scatta una foto delle città italiane, decidendo di incentrarsi sull’argomento del benessere tramite 42 criteri suddivisi in sei macro-aree tematiche, riferiti all’ultimo anno appena trascorso: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.
Quest’anno il primato spetta a Milano che conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016.
La Sicilia è riuscita a posizionarsi nella categoria “Demografia e società” per il tasso di natalità di Catania.
Ecco la posizione delle provincie siciliane nella classifica delle 107 provincie italiane :
- Ragusa ha raggiunto la 73esima posizione con una differenza di 7 posti in più rispetto l’anno scorso (80esima nel 2017);
- Siracusa si è posizionata 82esima con 6 posti in più (88esima nel 2017) ;
- Catania è 84esima, guadagnando 9 posti in più (93esima nel 2017);
- Palermo 87esima con un balzo in avanti di ben 10 posti in più (97esima nel 2017);
- Trapani si attesta 89esima, con 10 posti in più (99esima nel 2017) ;
- Agrigento raggiunge la 93esima, con una differenza di 3 posti in più (96esima nel 2017) ;
- Messina sale al 96esimo posto, con 7 posizioni in meno (89esima nel 2017);
- Caltanissetta 100esima con una differenza 8 posti in meno (92esima nel 2017);
- Enna 102esima con ben 18 posti in meno (84esima nel 2017).
Rispetto all’anno precedente la classifica delle province siciliane è notevolmente migliorata.
Ecco ciò che dichiara il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, dopo aver preso visione della classifica diffusa oggi dal “Sole 24 ore”e quindi del progresso della provincia: “Per il terzo anno consecutivo, e con dati riferiti al 2017, Palermo sale nella classifica della qualità della vita nelle province italiane. Le dieci posizioni guadagnate in un anno, dopo le 11 guadagnate dal 2015, sono motivo di ottimismo, anche se certamente ancora molto resta da fare su tanti fronti ed in particolare su quello dell’occupazione. Alcuni parametri di questa classifica sono particolarmente significativi e motivo di speranza: quello relativo alle start-up e quello relativo alle attività di volontariato e non profit. Indicano una città e un territorio nel quale la comunità reagisce alle difficoltà sia sul fronte imprenditoriale per creare nuova occupazione e sviluppo sia sul piano della solidarietà e dell’impegno sociale. Sono fiducioso che il prossimo anno, quando i dati rispecchieranno anche l’impatto positivo che sulla nostra economia e sui nostri servizi ha avuto l’esperienza di Capitale della cultura, il miglioramento sarà ancora più accentuato.”



