“Ti metto la pistola in bocca e ti ammazzo”, poi le violenze sessuali: finito calvario di una donna

“Ti metto la pistola in bocca e ti ammazzo”, poi le violenze sessuali: finito calvario di una donna

CATANIA – La Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito di indagini a carico di P. G., 51 anni, indagato per i reati di maltrattamenti contro familiari, violenza sessuale continuata e aggravata e lesioni personali aggravate, commessi in danno della convivente, ha richiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere eseguita dai carabinieri della Stazione di Sant’Alfio (CT).

Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, hanno evidenziato una serie di eventi che hanno costretto la donna a patire dal gennaio di quest’anno ad oggi una vera e propria via crucis.

L’uomo, accecato da una gelosia morbosa, nel corso della convivenza familiare ha commesso una serie di condotte violente e vessatorie ai danni della compagna aggredendola, in più occasioni, con calci e pugni e cagionandole lesioni in diverse parti del corpo allo scopo di soggiogarla al proprio volere, isolandola di fatto dal contesto di amici e parenti.





Azioni divenute sempre più violente, dove la donna è stata costretta, sotto minaccia di morte (“Ti infilo una pistola in bocca e t’ammazzo”), a subire anche rapporti sessuali contro la propria volontà.

La vittima, ferita nel corpo e nell’anima, ha comunque trovato la forza di reagire denunciando il marito ai carabinieri, fornendo agli inquirenti tutti quegli elementi che, opportunamente riscontrati, hanno configurato un quadro probatorio a carico dell’uomo che non ha lasciato alcun dubbio al giudice che, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso la misura restrittiva.

L’uomo, assolte le formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.