CATANIA – Un monopolio durato oltre 20 anni e che, oggi, potrebbe vedere una fine poco onorevole. L’operazione della Guardia di Finanza, oltre a provvedere al sequestro diretto di 690mila euro ai danni di una società siciliana e del suo proprietario F. R. M., 41 anni.
Da oltre 20 anni l’Etna e le escursioni del vulcano erano in suo possesso. Il tutto attraverso un sistema illegale nelle gare d’appalto nel comune di Linguaglossa. Il tramite per garantirsi questo privilegio sarebbe stato Francesco Barone, 65 anni, dirigente dell’area tecnica del comune etneo.
Le indagini, hanno fatto emergere come, negli anni 2016, 2017 e 2018, sarebbe stato coinvolto anche il funzionario del Parco dell’Etna Orazio Di Stefano, che avrebbe rivelato alcune informazioni importanti dell’ente.
Ma, non sarebbe finita qua. Sempre a Linguaglossa, il gruppo avrebbe avuto in concessione un immobile di proprietà dello stesso comune nella località Monte Conca. In questa vicenda illecita ci sarebbe stata anche la collaborazione di un poliziotto, Alessandro Galante, che è stato sospeso dai pubblici uffici per turbata libertà degli incanti.
Nella vasta operazione, che ha trovato riscontro in diverse intercettazioni ambientali e telefoniche, è coinvolto anche il sindaco di Bronte, Graziano Calanna. Su lui pende l’accusa di istigazione alla corruzione. Calanna, infatti, avrebbe chiesto a un’azienda dedita alla manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica di prevedere nel piano pagamenti di spesa ben 20mila euro in più nel costo del collaudo.
L’obiettivo era quello di appropriarsi illecitamente della somma in eccesso. Tuttavia, il suo progetto criminoso non sarebbe andato a buon fine per il rifiuto da parte dell’imprenditore.
La loro posizione e quella di altri 18 indagati è al vaglio della Procura della Repubblica.



