“Mia figlia non è quello che rappresentano”: scomparsa Gessica, nuova lettera del padre dal carcere

“Mia figlia non è quello che rappresentano”: scomparsa Gessica, nuova lettera del padre dal carcere

FAVARA – Troppi segreti e molte ipotesi, ma soprattutto un mancato ritorno a casa. Gessica Lattuca è ormai diventata da tempo un caso irrisolto.

La donna, che è scomparsa dallo scorso 12 agosto a Favara, in provincia di Agrigento, è al centro di ulteriori novità. O meglio, di una considerazione fatta direttamente dal padre.

A “rispolverare” quanto accaduto è stata la trasmissione televisiva Quarto Grado, andata in onda su Rete 4, dove è stato ospite il legale della famiglia Lattuca, Salvatore Cusumano.

L’avvocato sostiene quindi il padre di Gessica, Giuseppe Lattuca, dal carcere. Il genitore era prima detenuto al Di Lorenzo di Agrigento, ma è stato trasferito a Sciacca. Centoquattro giorni dalla scomparsa della figlia, direttamente da dietro le sbarre ha voluto scrivere una lettera che afferma con certezza che, non appena fuori dal carcere, indagheràcon tutte le forze“.

Questo, di seguito, il testo integrale della lettera: “Se qualcuno sa qualcosa non tenetelo dentro per favore. Mia figlia Gegè non è quel tipo che rappresentano. C’e chi dice che era in un giro di prostituzione ma io conoscendola smentisco tutto. Invito i miei paesani se sanno qualcosa parlino. In tv si parla già di morti ma io non ci credo. Mi sento distrutto. Ma a breve sarò fuori e indagherò con tutte le forze”. 

Lattuca verrà scarcerato a gennaio 2019: basterà aspettare pochi mesi. Questo è il suo secondo appello dopo quello divulgato lo scorso 10 novembre.

Secondo l’avvocato Cusumano, comunque, non ci sarebbero i presupposti per ritrovare Gessica viva, poiché potrebbe essere successa la qualunque: “Non è uscita da quel dedalo di strade”, ha dichiarato. Non sono ancora certe le cause, anche se la più accreditata sarebbe uno scambio di stupefacenti, “si sarà sentita male”, conclude il legale.

Proprio due giorni fa è giunta notizia di una telefonata anonima ai carabinieri che ha messo nel mirino due persone, ora sospettate.