Istituto Bellini, incontro su licenziamento lavoratori. Fsi-Usae: “Assenti vertici cittadini. È un cattivo segnale”

Istituto Bellini, incontro su licenziamento lavoratori. Fsi-Usae: “Assenti vertici cittadini. È un cattivo segnale”

CATANIA – Si è svolto questa mattina nella direzione territoriale di Catania, alla presenza del funzionario direttivo Giuseppe Ponzio, in rappresentanza dell’ufficio, un incontro per discutere sul licenziamento di 18 lavoratori, dipendenti di due aziende in appalto per i servizi di pulizia e vigilanza all’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” di Catania.

Presenti per la Pubbliservizi Spa la dottoressa Laura Montana Trezza, commissario giudiziale, la società Multiprofessional Service srl, la B.s.f. srl, le organizzazioni sindacali e Calogero Coniglio, segretario regionale Fsi-Usae. Assenti, secondo quanto rivelato dai sindacalisti della Fsi-Usae Sicilia, i rappresentanti della città metropolitana, l’Istituto Musicale “Vincenzo Bellini” e il Comune di Catania.

Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei ha dichiarato: “La mancata partecipazione all’incontro della Città Metropolitana, dell’Istituto Musicale ‘V. Bellini’ e del Comune di Catania, è un cattivo segnale irrispettoso nei confronti dei 18 lavoratori licenziati e non condivido le dichiarazioni della Pubbliservizi spa che non può riassorbire i lavoratori, che non vuole applicare l’articolo 4 del Ccnl ‘Multiservizi integrati’, che prevede l’assorbimento dei 18 lavoratori in Pubbliservizi in quanto subentrata al posto delle due aziende tra l’altro senza gara d’appalto con affidamento diretto”.

“La Fsi-Usae, a seguito di pareri legali, ritiene che in ogni caso, se affidamento esiste, questo dovrebbe essere fatto dall’Istituto ‘V. Bellini’ in qualità di committente. La Pubbliservizi con la nuova riforma Madia può partecipare a gare limitatamente a un valore di appalto pari al 20% del proprio fatturato e ciò significa la partecipazione a una gara in concorrenza con le altre imprese private, che non è avvenuto. È stato violato il principio di libera concorrenza sul mercato perché l’affidamento diretto non è conforme alla norma vigente e non è stato rispettato il ‘controllo analogo’ requisito per poter procedere a un affidamento diretto”, precisa Coniglio.