CATANIA – Dalla manutenzione delle strade al decoro urbano e alla riqualificazione delle aree verdi come il Parco Falcone, Parco Madre Teresa di Calcutta e piazza Aldo Moro: la voglia di fare, cambiare e migliorare di Paolo Ferrara salta fuori sin da subito durante la nostra intervista.
Un quartiere, quello a cui mira a mettere in sesto, che ha bisogno di tornare alle origini: stiamo parlando del quartiere Borgo Sanzio, facente parte della III Circoscrizione di Catania. “La terza Municipalità occupa una zona tra Cibali e Picanello – ci spiega Ferrara – e comprende i quartieri Consolazione, Borgo e Monserrato”.
Punto di fulcro del quartiere Borgo, sorto dopo la colata lavica del 1669 per ospitare gli sfollati della città e dei paesini colpiti, è piazza Camillo Cavour (detta piazza Borgo), e il ricco quartiere Chiuse della Carvana, dove sono siti il piazzale Raffaello Sanzio e più a sud la parte occidentale del corso Italia.
“La mia idea di quartiere mira alla realizzazione di opere di manutenzione fatte col cuore. Mi piacerebbe partire dalle strade – continua Paolo Ferrara -, ricoprire quelle buche che ogni giorno fanno lamentare i cittadini che si sono quasi rassegnati a vivere con tutte le cose che non vanno, come se fossero parte integrante della nostra quotidianità”.
Sorge spontanea la domanda che poniamo a Ferrara: come si può far cambiare idea ai residenti del quartiere? Come è possibile riuscire a fargli credere che Borgo può tornare ad essere perno di una città come Catania?
La riposta arriva diretta e senza giri di parole: “I fatti. Bisogna agire dimostrando realmente che non sono solo parole ma fatti concreti”.
Altra pecca della III Circoscrizione è anche il servizio di raccolta rifiuti che secondo Paolo Ferrara andrebbe “migliorato, soprattutto potenziando la raccolta differenziata e sistemando l’attuale sistema ‘porta a porta’ che al momento risulta davvero inefficiente e inefficace”.
La sicurezza urbana, resta, per Paolo Ferrara, un altro punto importante per mettere in sesto il quartiere Borgo-Sanzio. “Bisogna rafforzare e intensificare i controlli da parte di vigili urbani e automaticamente migliorare la viabilità, segnalando, quando possibile, eventuali problemi alla circolazione per avviare tempestivamente tavoli di studio”.
C’è ancora una speranza per questo quartiere? “Sì, c’è. Ne sono certo. Magari le persone anziane non ci credono più, ma i giovani… i giovani sì. Dobbiamo riuscire a far credere a loro che il quartiere è come casa propria. Bisogna amarlo e rispettarlo, per questo bisogna realizzare eventi sportivi, riaprire un centro per i servizi sociali, riqualificare e valorizzare il Centro di Vulcania e soprattutto migliorare il trasporto pubblico con lo sviluppo delle linee AMT e della Metropolitana”.
Insomma, un Paolo Ferrara, con tanta voglia di fare che tra riqualificazione, manutenzione e potenziamento – soprattutto dell’illuminazione pubblica – ha un unico obiettivo: “Far tornare a splendere il mio quartiere”.



