MESSINA – I poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Milazzo, con il supporto di unità cinofile ed equipaggi del reparto prevenzione crimine provenienti da Catania, hanno dato esecuzione, sin dalle prime ore dell’alba di oggi, ad una ordinanza di applicazione di misure cautelari (G.I.P. Dr. Fabio Gugliotta, P.M. Dr. Alessandro Liprino) nei confronti di 11 persone appartenenti ad un gruppo criminale specializzato in reati contro il patrimonio attivo nei comuni di Milazzo, Spadafora, Torregrotta, Venetico, S. Pier Niceto e Pace del Mela.
L’attività di indagine ha preso il via da alcune denunce di furto in appartamento presentate presso il commissariato mamertino, per fatti commessi nel periodo compreso tra febbraio e luglio 2017.
Gli immediati accertamenti effettuati attraverso le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona hanno consentito di appurare che i malviventi, in occasione dei furti, avevano utilizzato due autovetture marca Citroën modello Xara Picasso (da qui il nome dell’operazione).
Dalle successive indagini, durate circa otto mesi ed articolate in intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi dei tabulati ed in servizi di osservazione, appostamento e pedinamento, è emersa chiaramente l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare in furti in abitazione, in esercizi commerciali, furti di autovetture e ricettazione attiva nella città del Capo e nei comuni dell’hinterland.
Questi i nomi dei soggetti destinatari dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari:
1) Francesco Ruvolo, 62 anni, nato a Milazzo, pregiudicato, custodia cautelare in carcere;
2) Andrea Cuzzupè, 43 anni, nato a Milazzo, pregiudicato, custodia cautelare in carcere;
3) Sascha Luigi calderone, 33 anni, nato a Messina, incensurato, custodia cautelare in carcere;
4) Vincenzo Rodriguez, 26 anni, nato a Catania, pregiudicato, custodia cautelare in carcere;
5) Carmelo Sgrò, 24 anni, nato a S. Agata di Militello, pregiudicato, custodia cautelare in carcere;
6) Giuseppina Roberta Saia, 38 anni, nata a Messina, pregiudicata, obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.;
7) Venera Lenzi, 27 anni, nata a Messina, pregiudicata, obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
8) Graziella Crudele, 49 anni, nata in Germania, pregiudicata, obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
9) Maria Ruvolo, 28 anni, nata a Milazzo, pregiudicata, obbligo di dimora nel comune di residenza ed obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
10) Maurizio Milio, 49 anni, nato a Milazzo, incensurato, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
11) Edmond Ndoj, 48 anni, nato a Lezhe (Albania), pregiudicato, obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria;
Sono oltre dieci i furti in appartamento ed in esercizi commerciali che gli uomini del commissariato di Milazzo hanno ricostruito sotto le direttive del procuratore della repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto. dott. Emanuele Crescenti.
I malviventi agivano con un collaudato modus operandi, che partiva dalla condivisione informativa delle abitazioni e degli “obiettivi” da colpire, passando per i sopralluoghi, per poi entrare in azione, confidando nell’operato di più persone dislocate in luoghi diversi e con una specifica ripartizione dei ruoli.
In un caso, ad esempio, uno degli associati, “amico” del proprietario di una abitazione sita in pieno centro a Milazzo, aveva trattenuto fuori casa per tutto il pomeriggio l’ignara vittima con un pretesto, consentendo così agli altri complici di agire indisturbati, razziando tutto quanto vi fosse all’interno.
In occasione di un furto perpetrato a Pace del Mela, gli indagati, approfittando dell’assenza dei proprietari di casa in quanto impegnati in un ricevimento di nozze (al quale partecipava anche un loro congiunto), hanno “ripulito” l’appartamento, portando via anche due autovetture, successivamente recuperate e restituite agli aventi diritto.
Una volta dentro, gli indagati portavano via di tutto: casseforti, denaro contante, gioielli, telefoni cellulari, tablet, consolle per videogiochi, televisori, robot da cucina, orologi (in un caso è stato portato via un Rolex del valore di circa 10.000 euro), carnet di assegni, argenteria e servizi di posate.
La refurtiva veniva in massima parte ricettata dagli stessi associati, i quali, talvolta, facevano ricorso anche allo stratagemma del “credito su pegno”, istituto per il quale il consumatore consegna alla banca o alla finanziaria un oggetto in cambio di denaro, con la possibilità di rientrarne in possesso restituendo il valore di stima dell’oggetto più gli interessi stabiliti ed eventuali spese.
Chiaramente, gli indagati depositavano i gioielli rubati, così da sottrarli ad eventuali perquisizioni delle forze dell’ordine, ma nella loro disponibilità sono state rinvenute le ricevute di pagamento di alcuni depositi effettuati e gli oggetti in oro, ancora custoditi in banca, sono stati recuperati e sottoposti a sequestro.
E’ emersa dalle indagini, poi, una sorta di “associazione nell’associazione”. Difatti numerosi sono stati gli episodi di furti di “gratta e vinci” perpetrati da Franco Ruvolo, dalla moglie Graziella Crudele e dalla figlia Maria Ruvolo ai danni di un tabacchino di Milazzo, gestito da due donne anziane.
I malviventi, approfittando biecamente dell’età avanzata delle titolari, definite in una conversazione in auto captata dagli investigatori “vecchiacce”, razziavano numerosi tagliandi, senza che le povere vittime se ne accorgessero. Inoltre, nel corso dell’intera attività, sono stati sequestrati oltre due chilogrammi di marijuana e cocaina e sono stati rinvenuti gioielli ed altri oggetti provento di furto.
Due degli odierni indagati, infine, erano stati già tratti in arresto insieme ad una terza persona, a “riscontro” della attività in corso, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I soggetti destinatari di custodia cautelare, dopo l’espletamento delle formalità di rito, sono stati portati nella casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, a disposizione dell’autorità giudiziaria.





