CATANIA – Un’indagine svolta in maniera esaustiva e meticolosa, così è stata descritta dal Tribunale di Catania l’operazione condotta dalla Polizia di Stato nei confronti di Michele Guglielmino, proprietario di una catena di ben 13 supermercati e altre proprietà, ad oggi tutte sottoposte a sequestro preventivo.
Le ricchezze di Guglielmino, infatti, si basavano su traffico di stupefacenti, rapine e furti, attività svolte in accordo con la criminalità organizzata. L’imprenditore si appoggiava in particolare al clan Cappello, così come dimostrato dalle intercettazioni recuperate dagli agenti della Squadra Mobile di Catania.
I contatti tra Guglielmino e gli uomini della cosca mafiosa erano frequenti, in particolare quelli con Angelo Cacisi, elemento di vertice del clan “Cappello-Bonaccorsi”. Una delle chiamate registrate, riguardava in particolare la pizzeria-panineria sulla stradale San Giorgio, rigorosamente marchio G.M., inaugurata nel 2004, anno di ascesa dell’imprenditore.
“Perchè non la fai una scappata? ti devo fare vedere il banco sistemato” dice Guglielmino, ma a una risposta negativa di Cacisi, lui lo avverte: “Non si sanno mai le cose della vita, le vie del signore sono infinite, no?”.
Conversazioni difficili da interpretare, ma che sono servite agli agenti per far luce sulla relazione criminosa tra Guglielmino e la famigerata cosca mafiosa.
E ancora, sempre nella stressa occasione, un’altra conversazione con un altro uomo del clan Cappello, poi arrestato lo stesso giorno:
Uomo: “Tutto a posto? Ho visto la panineria ed è venuta bellissima! È di lusso”
Michele: “Quando scendi tu?”
Uomo: “Quando mi dici tu vengo”
Michele: “Quando scendi tu lo capisci che vuol dire?”
Uomo: “Si si, lo so. Però mi capisci anche a me tu…”
Michele: “Eh va bene, ma io ti ho capito però ora tu devi capire me. Insomma, come siamo combinati?”
E poi, ancora, appuntamenti e intimidazioni:
Uomo: “Mi vuoi fare contento? Me lo fai mangiare un panino?”
Michele: “Ok, mi raccomando, fai il buono”



