“Bianco non risponde. Vaticano, aiutaci tu!”: famiglie sfrattate e senza lavoro, il B&B non basta più

“Bianco non risponde. Vaticano, aiutaci tu!”: famiglie sfrattate e senza lavoro, il B&B non basta più

CATANIA – Volti di chi non smette mai di lottare, sopraffatti dalla stanchezza di giornata, una sigaretta per scaricare le continue tensioni e una stanza, di comune ritrovo, per darsi fiducia e conforto, nella speranza che, prima o poi, le cose cambino.

È questo ciò che abbiamo incontrato nel Bed and Breakfast di via Etnea 55, dove vivono ben otto famiglie sfrattate dalle proprie abitazioni e, quindi, in emergenza casa. Tutti regolarmente in graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, ma nessuno è stato ancora soddisfatto. Nessun tetto, nessun lavoro: infinite proteste, la voce persa più volte per urlare i propri bisogni e, invece, sembra che ci sia un muro davanti, che non fa passare il messaggio.

Tra di loro Alessio Ossino, una “vecchia conoscenza, che lotta ormai da mesi per ottenere un appartamento dove poter vivere, colui che si era reso protagonista di un tentato suicidio la mattina del 4 maggio di un anno fa. Ottenuta la casa, poi, la cedette ai vicini di stanza, poiché riteneva che loro ne avessero più bisogno di lui.

Oggi, assieme al cantante neomelodico, dichiarato invalido civile dall’Inps, alzano la voce anche altri padri di famiglia, come Giacomo ed Emanuele, che chiedono disperatamente un impiego per poter ricominciare e costruire un futuro.

Le famiglie sono in emergenza casa dagli inizi di luglio del 2017 e, tuttora, non sono riusciti ad andare via dal B&B: “Il 15 dicembre, – ci racconta Emanuele – l’assessore Fortunato Parisi (che si occupa dei Servizi Sociali per conto del Comune di Catania, ndr) era venuto da noi dicendoci che, entro la fine dell’anno, avremmo avuto le chiavi degli appartamenti in mano. Aspettiamo ancora una risposta: scommettiamo che, quando faremo richiesta per l’ennesima volta, rimanderanno tutto al mese prossimo?”.

Le condizioni in cui vive Giacomo, insieme con la moglie Agata e la propria figlia, sono impraticabili per una famiglia. Ci accompagna nella loro stanza ed esordisce così: “Qui è dove viviamo. Al centro abbiamo questo letto, dove dormiamo tutti e tre, sulla sinistra un piccolo fornello dove cuciniamo i pasti e a destra un bagno dove io personalmente, per fare una doccia, non posso alzare la testa poiché la sbatto contro il tetto. È a spiovere e ho delle difficoltà ad entrare. Non sono condizioni in cui una famiglia può vivere.

La moglie Agata, invece, vuole soltanto lanciare un appello: “Sto lottando per mia figlia, voglio una casa dove lei possa essere tranquilla e dormire in pace. Chiedo solo un tetto e un lavoro, ma la mia priorità è la bambina, perché non possiamo più stare così”.

 

Bambini e invalidi civili, appelli al sindaco Bianco (che aveva affrontato il tema in una diretta sulla propria pagina Facebook) senza mai ricevere la risposta sperata. Addirittura Ossino ha chiesto aiuto a Papa Francesco, nella speranza che le cose possano risolversi: “Anche voi avete figli – dichiara Emanuele, puntando il dito contro i politici -, chi è al comando non deve pensare solo a loro, ma anche ai figli degli altri”.

 

Nel tardo pomeriggio di ieri, è stato riavvolto il nastro: Ossino, insieme con altri suoi coinquilini, ha minacciato nuovamente di buttarsi dal balcone. Un fatto che ha destato molta curiosità e paura tra i passanti. A intervenire sul posto sono stati i sanitari del 118 e la polizia, che ha chiuso via San Giuliano (strada su cui si affaccia il B&B) al traffico per parte della serata.

La protesta è rientrata dopo qualche ora, ma è l’ennesimo passo per un obiettivo comune che le famiglie non riescono a raggiungere, non arrivando mai alla meta.

Una meta che, a quanto pare, perseguono da tempo anche i “disagiati” delle periferie di Librino, Pigno e San Giorgio, che “abitanonella Cattedrale di Catania. Un argomento che toccheremo in maniera approfondita nella giornata di domani, con racconti in esclusiva da parte delle famiglie coinvolte.

Non mancherà, comunque, l’opinione dell’amministrazione Comunale, che stiamo contattando per sentire anche la versione di Palazzo degli Elefanti in merito a una situazione che definire spiacevole è poco. O forse niente.

(Foto e video di Gabriele Paratore)